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Crisi, da gennaio 660mila in cassintegrazione

Autore: . Data: lunedì, 19 luglio 2010Commenti (0)

La Cgil ha rielaborato dati Inps: ‘Tasso di disoccupazione salito al 12%’ 

Sono oltre 660mila i lavoratori coinvolti nei processi di cassintegrazione dall’inizio dell’anno. E le ripercussioni in busta paga non lasciano spazio all’ottimismo: la decurtazione del reddito ha raggiunto la soglia di 2,4 miliardi di euro. Gli allarmanti numeri emergono dalle elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil, nel rapporto di giugno diffuso l’altro ieri.

Dall’analisi si evince – considerando il dato dei 660mila lavoratori stabilmente in Cig e ricalcolando il tasso di disoccupazione contemplando anche gli inattivi – che la percentuale dei senza lavoro è schizzata dal 9,1% (certificato dall’Istat per il primo trimestre) al 12,1%.

Il ricorso alle ore di cassintegrazione non è omogeneo: cala rispetto a quella ordinaria e straordinaria, ma aumenta fortemente se ci si riferisce alla cig in deroga (cigd), ovvero lo strumento che estende gli ammortizzatori sociali ai lavoratori che finora non erano tutelati: le ore di cigd a giugno sono aumentate, su maggio, del 7,30%, attestandosi così sul valore più alto degli ultimi 18 mesi. Mentre per quanto riguarda il primo semestre 2010, l’aumento tendenziale è stato del 637,51%, per un totale di 155.497.686 ore di cigd.

“Il rapporto – ha commentato il segretario confederale della Cgil responsabile dell’Industria, Vincenzo Scudiere – dimostra come la crisi produttiva sia grave e la manovra economica non faccia altro che ampliare i rischi di peggioramento delle condizioni di reddito e sociale delle famiglie”. Secondo il dirigente sindacale, infatti, “il quadro che ne deriva denota l’urgenza di interventi da parte del governo anche a fronte degli effetti determinati dalla manovra economica che riducono gli spazi e le possibilità di finanziamento da parte delle Regioni”.

Andando poi ad osservare i dati della rilevazione nel dettaglio, si osserva come il ricorso alla Cig di giugno sia calato rispetto a maggio (-11,39%), con un volume di ore pari a 103.545.689, mentre il primo semestre del 2010 ha fatto registrare un +71,21% rispetto al primo semestre dello scorso anno e si attesta ad una richiesta di cig di 636.140.849 ore. Specificamente, la Cigo (cassintegrazione ordinaria), dopo il peggioramento del mese precedente, ha confermato la tendenza al ribasso, riducendosi a giugno sul mese precedente (-21,53%), per un totale di 27.306.297 ore, mentre nel periodo tra gennaio e giugno è diminuita del -20,57% sullo stesso periodo dell’anno precedente.

Quanto alla cigs (cassintegrazione straordinaria), sempre per quanto riguarda giugno, è calata sul mese precedente del -16,48%, per un totale di ore pari a 41.501.570, mentre sul primo semestre è aumentata del 225,27% sullo stesso semestre del 2009 per un volume di ore di cassa straordinaria di 267.606.924. I settori con aumenti maggiori (nel primo semestre dell’anno sullo stesso periodo dello scorso), sono l’edilizia (+712,14%), il legno (+542,40%), il metallurgico (+524,26%), il meccanico (+411,82%) e il commercio (+300,10%). “Il ricorso alla Cigs – ha aggiunto Scudiere – resta molto elevato e conferma le crescenti difficoltà produttive e sociali con crisi aziendali che ormai continuano ben oltre il tetto delle 52 settimane previste dalla cigo, e sono sempre più evidenti i disagi di lavoratori che hanno ormai concluso i periodi coperti da interventi di welfare e risultano disoccupati”.

La cigd, si diceva, continua invece ad aumentare con forza. Da gennaio 2009 a giugno 2010 sono state autorizzate 275.676.806 ore di “cassa” in deroga. Le Regioni maggiormente esposte nella Cigd, nel rapporto primo semestre 2010 su 2009, sono state la Lombardia con 45.587.512 ore (+603%) e l’Emilia Romagna con 25.332.960 ore (+4.018,87%). I settori maggiormente colpiti sono stati quelli che non rientrano nella normativa attuale della Cigs. A cominciare dall’edilizia, che ha registrato nei primi sei mesi del 2010 l’aumento percentuale più alto sullo scorso anno pari a +6.075,24%, seguita dal Commercio (+1.352,75%) con 40.048.489 ore di cigd, mentre la piccola industria meccanica, per volume, ha avuto il ricorso più alto con 48.513.573 ore di cigd e un incremento sul 2009 dell’879,68%.

“In molti settori – ha osservato Scudiere – il livello delle ore di Cigd ha raggiunto e sta raggiungendo le ore di cigs: è il segno più evidente della diffusione della crisi e resta anche il segno di un logoramento di un sistema di intervento sociale non più in grado di rispondere ai bisogni complessivi dei lavoratori”.

Nel contempo sono aumentate le crisi aziendali (+224,09%), accanto alle aziende che hanno fatto ricorso al fallimento (+132,26%) e al ricorso al concordato preventivo (+160,98%). Sono aumentati sia i contratti di solidarietà (+86,40%), che rappresentano il 13,12% del totale dei decreti, sia le domande di ristrutturazione aziendale +18,57%. “Resta ancora costante – ha sostenuto al riguardo il segretario confederale Cgil – l’aumento degli interventi passivi verso le imprese, mentre continuano a restare pochi gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale”.

In merito, infine, al preoccupante aumento del tasso disoccupazione, il Responsabile Industria Cgil ha affermato che “le cifre potevano e potrebbero essere ridotte da azioni preventive contro la disoccupazione ma, in seguito alla manovra del Governo, questi dati sono destinati al peggioramento in assenza di politiche adeguate a fronteggiare la crisi per il lavoro e lo sviluppo”.

Paolo Repetto

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