Cina, nuovo suicidio nella fabbrica dell’iPhone
Un operaio diciottenne si è lanciato dal tetto del dormitorio. Undicesimo caso in pochi mesi
Un altro lavoratore dell’azienda taiwanese Foxconn, l’azienda che produce componenti per iPhone e iPad, si è suicidato lanciandosi dal tetto del dormitorio della fabbrica. Secondo quanto ha riferito ieri l’agenzia Asianews, l’operaio, un diciottenne migrante, si è lanciato dal sesto piano del dormitorio di proprietà della Chimei Innolux Corp., una società sussidiaria della Foxconn a Foshan, nella provincia meridionale del Guangdong.
Il giovane, secondo quanto risulta, stava seguendo da giugno uno stage estivo nella società , essendo ancora iscritto alla scuola professionale di tecnologia Dongfang di Shijiazhuang, capitale della provincia settentrionale dell’Hebei.
Nella fabbrica della Foxconn a Shenzhen, sempre nella provincia del Guangdong, si sono già suicidati 10 operai ed altri tre hanno tentato di farlo fra maggio e giugno. Dietro i suicidi ci sarebbero le pessime condizioni di lavoro e vita: per racimolare uno stipendio di poco più di 200 euro al mese, si lavora tutti i giorni in straordinario, senza poter parlare nemmeno con il vicino di lavoro, riferisce Asianews.
Con 20 fabbriche in Cina, la Foxconn impiega più di 800 mila lavoratori e l’azienda di Taiwan è la più grande al mondo in componenti elettronici. Solo a Shenzhen lavorano 420mila persone, che producono circa il 70% dei prodotti della Apple, oltre a componenti per Siemens, Nokia, Sony, Hewlett-Packard e Dell.


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