cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica
Regola la dimensione del carattere: A A

Botte da orbi nel Pdl

Autore: . Data: lunedì, 26 luglio 2010Commenti (0)

Ex di Alleanza nazionale contro Fini in nome del berlusconismo.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, l’uomo della ex ‘destra sociale’, quella ‘popolare’, dal suo convegno dei circoli “Nuova Italia” ad Orvieto ha lanciato un appello filo berlusconiano al presidente della Camera: le accuse di Fabio Granata non possono essere “più ignorate”.

Il reprobo vicino a Fini e vicepresidente della commissione Antimafia aveva chiesto nei giorni scorsi al governo di consentire l’acceso dei giovani magistrati nelle procure più calde e di ritirare il ‘no’ del Viminale al programma di protezione per il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza.

Granata aveva auspicato anche atti concreti a sostegno dell’inchiesta della procura di Caltanissetta sulla strage di via D’Amelio.

Il parlamentare, subito assalito dai suoi colleghi di schieramento, era stato chiaro allora sul ruolo del suo partito: “E’ comunque sorprendente che i vertici del Pdl anziché occuparsi della questione morale che attraversa il partito e la politica e la società italiana e delle vicende gravissime che da Palermo alla Campania alla Toscana riguardano nostri esponenti di spicco, si preoccupino di stigmatizzare la mia posizione, peraltro in linea con quei valori di legalità repubblicana una volta cari anche a La Russa e da me sostenuti come imprescindibili “. “Che sulle stragi ci sia il coinvolgimento pieno di pezzi dello Stato e che la decisione di non concedere il regime di protezione a Spatuzza siano elementi conclamati di difficoltà nell’accertamento di verità e giustizia – aveva spiegato – è una verità oggettiva. Le mie, quindi sono state parole non solo ampiamente entro le righe, ma doverose e comunque coerenti con la cultura politica che ha caratterizzato la mia militanza nella destra italiana e, spero, nel Pdl dove non coltivo insieme a tanti altri, la maggioranza, provenienti da An e da Forza Italia, nè affari, nè dossier e neanche rapporti con ambienti discutibili se non torbidi”.

In un crescendo di confusione e proposte ‘furbe’, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa,  ha chiesto a Gianfranco Fini di entrare nel governo come ministro dello Sviluppo Economico lasciando la guida di Montecitorio, in modo da congelarlo nell’esecutivo e neutralizzarne la funzione critica nei confronti del gruppo dirigente guidato da Berlusconi. Ma la proposta è stata subito respinta da Viespoli e Moffa, altri due ex An, oggi convinti sostenitori del Cavaliere.

In realtà gli ex colonnelli di Fini, in ordine sparso, stanno utilizzando Granata contro il loro ex leader. Il vicepresidente dell’Antimafia, nel frattempo, è ormai considerato come un avversario e La Russa ha sentenziato: “Chieda scusa oppure lasci il partito”.

Il ministro della Difesa è dell’idea che “l’amico Fabio deve fare nomi e cognomi ed offrire indizi forti sui pezzi del governo che starebbero ostacolando la lotta alla mafia ed in quel caso – precisa – sarei io a lasciare il Pdl”.

Granata non si è lasciato intimidire ed ha ribattuto: “Non ho nulla di cui scusarmi” e poi ha chiamato in causa Alfredo Mantovano, sottosegretario all’Interno (altro ex An), per il suo rifiuto a concedere la protezione al testimone Spatuzza.

Mantovano ha quindi reagito: “Le parole di Granata sono di una gravità assoluta”, forse dimenticando che in ogni caso il collaboratore di giustizia è stato realmente lasciato solo nonostante le richieste dei magistrati inquirenti di proteggerlo, ed specificato: “Ora da componente della Camera esigo che ad esprimersi sia Gianfranco Fini”.

Mentre si attende che l’ex leader di An, nel ruolo di ‘capoclasse’, intervenga nella disputa da asilo tra i suoi ex collaboratori, il sindaco di Roma ha dichiarato: “A meno di ripensamenti dell’ultima ora è ora che Granata vada a farsi un giro fuori” dal Pdl. Alemanno, cresciuto da ragazzo in ambienti neofascisti, non ha ancora imparato che in democrazia è consentito dissentire anche in modo netto ed infatti ha suggerito l’epurazione: “Se Fini lo sconfessasse – ha sottolineato – sarebbe certamente un segnale importante per la ripresa del dialogo nel Pdl”.

La situazione nel Pdl appare da Repubblica delle banane, tra dirigenti sospettati di reati gravi, ministri o sottosegretari dimissionari, un leader da anni al centro di vicende giudiziarie sistematicamente stoppate da leggi ad personam e scontri all’arma bianca tra dirigenti.

Ed in questo avvilente spettacolo il Paese è sempre più in ginocchio.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008