Arci: cittadinanza subito a chi nasce in Italia
L’associazione ha lanciato una campagna a favore dei migranti rompendo il silenzio sull’argomento di Pd e centro sinistra.
Una proposta di legge sull’immigrazione è stata lanciata in questi giorni dall’Arci al Meeting Antirazzista di Cecina. In particolare l’associazione ha proposto una campagna per riconoscere la cittadinanaza del nosttro Paese a tutti coloro che nascono in Italia da cittadini stranieri e il diritto di voto agli immigrati nelle consultazioni locali.
L’appello chiede di “riformare la normativa sulla cittadinanza con l’introduzione dello jus soli (diritto che deriva dalla nascita su un determinato territorio), aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità che determinano percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita”. In questa maniera, secondo l’Arci, potrebbero ottenere la cittadinanza italiana tutti coloro che vengono alla luce fin dalla nascita e non come avviene oggi al compimento del diciottesimo anno.
Durante il lancio della campagna è stato spiegato come sia necessaria una proposta di legge “che riconosca ai migranti il diritto di voto nelle elezioni politiche locali, uno strumento più alto di responsabilità sociale e politica”. L’Arci ha chiesto anche di “promuovere in ogni ambito l’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana e agire a tutti i livelli affinché gli ostacoli che impediscono la piena uguaglianza tra italiani e stranieri vengano rimossi determinando le condizioni per la sua concreta realizzazione”.
“Sentiamo l’urgenza di riportare il tema della cittadinanza all’attenzione dell’opinione pubblica e al centro del dibattito politico – sostiene una nota dell’Arci – Per farlo intendiamo impegnarci con una raccolta di firme e l’organizzazione di eventi e iniziative capaci di sollecitare organizzazioni e singoli a dar vita ad un movimento trasversale e unitario sul tema del diritto di cittadinanza. Facciamo appello alla istituzioni, alle forze politiche e sociali, al mondo del lavoro affinché ognuno svolga il ruolo che gli compete per costruire un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza in cui a ogni individuo che nasca e viva nel nostro Paese sia consentito di essere a tutti gli effetti cittadino italiano”.
Davide Falcioni


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