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Ancora drammi nelle carceri

Autore: . Data: giovedì, 29 luglio 2010Commenti (0)

Un detenuto tenta il suicidio a Frosinone ed è salavato dagli agenti. I problema si aggrava ed il governo resta immobile.

In una dichiarazione, il segretario regionale della Uil-Pa Penitenziari del Lazio, Daniele Nicastrini ha detto: “Nel pomeriggio di ieri (martedì 27 luglio, ndr) un detenuto ristretto nella Casa Circondariale di Frosinone ha tentato di suicidarsi mediante impiccagione nella sua cella. Approfittando della distrazione del proprio compagno di cella ha legato alle sbarre della finestra i lacci delle scarpe usandoli come cappio. Il tempestivo intervento dell’agente di sorveglianza ha salvato la vita al detenuto, che è stato ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Frosinone dove si trova tutt’ora ricoverato nel reparto di terapia intensiva”

Il sindacalista ha anche sottolineato come il gesto sia il terzo tentativo di suicidio sventato dalla polizia penitenziaria di Frosinone nel giro di due settimane. Sono, invece, 72 i suicidi sventati in cella dalla polizia penitenziaria dal 1 gennaio ad oggi, sull’intero territorio nazionale.

Nicastrini ha spiegato: “Occorre dare atto al personale di Frosinone di aver impedito, con tempestivi interventi, nel giro di poco più di 15 giorni a tre detenuti di portare alle estreme conseguenze i loro insani gesti. Ciò nonostante si sia costretti a lavorare in sottorganico. Evidentemente la professionalità e l’esperienza dei nostri colleghi sopperisce alle lacune degli organci. E’ del tutto evidente, però, che nel personale ogni giorno si assottigliano le riserve di energie psico-fisiche ed ogni giorno aumentano la frustrazione e la demotivazione per dover lavorare in condizioni oggettivamente penalizzanti. L’istituto continua ad essere sovraffollato con la presenza di oltre 510 detenuti a fronte di una ricettività pari a 315.  Le tensioni interne sono alimentate anche da condizioni logistiche non ottimali, perdurando le difficoltà legate all’erogazione di acqua. Per garantire le ferie, in turni ridotti, il personale di polizia penitenziaria  che resta in servizio è sottoposto ad un aggravio dei turni di lavoro, già di per sé pesanti e affliggenti”.

Suicidi, morti per cause ‘da accertare’, tentativi di togliersi la vita sono ormai all’ordine del giorno nelle prigioni italiane.

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