cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » tu inviato, vivere
Regola la dimensione del carattere: A A

Addio bollette con Leaf House, la ‘casa foglia’ intelligente

Autore: . Data: venerdì, 16 luglio 2010Commenti (0)

Esempio di fonte rinnovabile, oltre le chiacchiere. Un articolo per ‘Tu Inviato’

Il gruppo Loccioni, con la sua Leaf Community, sta raccogliendo risultati e riconoscimenti importanti a livello nazionale e internazionale nell’ambito delle fonti energetiche rinnovabili. Abbiamo intervistato la dottoressa Maddalena Spallacci, responsabile di marketing e comunicazione del settore energia del gruppo: in questo settore rientra il progetto della “Leaf Community”  (www.leafcommunity.com), tra cui troviamo la ‘casa foglia’.

Cos’è la Leaf House?
La Leaf House è una palazzina di 6 appartamenti, completamente carbon neutral. Significa che l’energia è prodotta completamente da fonti rinnovabili: un impianto fotovoltaico, pannelli termici e una pompa di calore geotermica vanno ad alimentare quelli che sono i consumi, quindi non c’è produzione da combustibili fossili.

Come funziona?
Di fatto i consumi elettrici sono dati da un impianto fotovoltaico, che è un impianto completamente integrato sul tetto; l’acqua calda sanitaria è scaldata da 7 pannelli termici; mentre il riscaldamento e il condizionamento estivo sono alimentati da una pompa di calore geotermica che ha praticamente 3 sonde geotermiche a 100 metri e scambia il calore o la frescura, dipende dalle stagioni, con l’energia – sempre calore o frescura – proveniente dalla terra stessa. E questo riguarda la produzione. Poi all’interno della Leaf House abbiamo cercato di ridurre tutti quelli che sono i consumi elettrici, quindi abbiamo apportato dei tubi solari, che con un gioco di specchi riflettono luce all’interno dell’edificio. Abbiamo inoltre installato vari elettrodomestici classe A+. Insieme ad Enel abbiamo sviluppato un sistema di accumulo ad idrogeno, quindi parte dell’energia prodotta dal sistema fotovoltaico è stoccata sotto forma di idrogeno e viene poi utilizzata durante la notte per l’illuminazione esterna dei giardini. Per concludere, abbiamo apportato varie soluzioni tecnologiche di domotica, quindi la casa chiudendo e aprendo le porte si attiva e disattiva il riscaldamento.

Potremmo definirla una ‘casa intelligente’?
Esattamente, abbiamo installato un software di gestione per ottimizzare i consumi interni. Un programma perfettamente in grado di creare l’ambiente più confortevole negli spazi che si occupano e non sprecare più energia negli ambienti vuoti. Tutto questo grazie a un PLC (programmable logic controller) che abbiamo creato noi del gruppo Loccioni, che consiste in un monitor di gestione da cui l’utente – colui che abita nella casa – stabilisce i suoi parametri comfort, temperatura, umidità e CO2, ma ancora l’accensione delle luci, le tapparelle, etc.

Riguardo ai costi? Fatto 100 il costo di un normale appartamento, all’interno di una palazzina di 6 appartamenti come la vostra, qual è il costo iniziale per realizzare con gli stessi materiali e la stessa tecnologia una simile struttura?
Noi abbiamo considerato una palazzina identica alla Leaf House, vale a dire una palazzina di circa 480 mq e il costo da sostenere è un venti per cento in più. Come investimento iniziale.

In che senso ‘investimento’? C’è un guadagno successivo quando si investe in qualcosa. Dov’è qui il guadagno?
La stessa palazzina con cui abbiamo fatto il confronto di prezzo ha dei consumi annuali pari a circa 12.250 euro l’anno, tenendo insieme le 5 voci che formano i costi principali di una casa tradizionale (riscaldamento, acqua calda, elettricità, acqua e condizionamento estivo). La Leaf House, grazie anche a un sistema di cisterne recupera l’acqua piovana che viene utilizzata per l’irrigazione dei giardini e per usi sanitari. Dunque anche per l’acqua abbiamo ridotto i consumi del 70 per cento. Quindi abbiamo il 30 per cento dei costi dell’acqua e l’elettricità, in quanto la Leaf House è in rete. Prende quindi l’energia dalla rete e grazie al fotovoltaico immette energia nella rete. I normali 12.250 euro di consumi nella palazzina classica, nella Leaf House diventano 4.500 euro l’anno.

Quindi è un risparmio elevato, ma l’investimento?
L’investimento consiste nell’incentivo pubblico del GSE (Gestore Servizi Elettrici): abbiamo un ricavo di 14.960 euro. Quindi un ritorno economico annuale di 10.460 euro per la palazzina.

Ricapitolo. Ho una casa normale, in un complesso di 6 appartamenti, ogni anno la palazzina paga 12.250 euro, quindi circa 2mila euro ad appartamento di bollette normali. Nella Leaf House non solo non pago questi 2mila euro, ma ogni anno la palazzina guadagna circa 10.460 euro dagli incentivi statali che divisi nei 6 appartamenti equivalgono a 1.700 euro per ognuna delle sei abitazioni. Ogni vostro appartamento ne ha un vantaggio annuo di 2.000 euro che non paga e riceve 1.700 euro sul conto, fanno 3.700 euro annui.
Esatto.

Una struttura simile può essere costruita in ogni parte d’Italia. Penso al Nord Italia, meno soleggiato: sarebbe un problema o si potrebbe fare?
Basta pensare alla Germania o all’Inghilterra: sono molto più avanti di noi. La possibilità di avere diverse tecnologie offre l’opportunità di scegliere su quali caratteristiche puntare maggiormente, per esempio nei luoghi meno soleggiati si privileggerà la geotermia, nei luoghi più esposti sarà data priorità al solare, per fare un esempio. Ci si adatta all’ambiente in cui si vuol costruire.

Esiste la concreta possibilità di realizzare un elevato numero di strutture simili, non solo in Italia ma nel mondo? Abbiamo le materie prime per sostituire lo stile di vita attuale, totalmente basato su combustibili fossili, con un sistema quasi totalmente basato sulle fonti rinnovabili?
Le materie prime ci sono, quello che manca è la cultura. Il mercato non è ancora pronto per la Leaf House, nonostante la normativa europea del 20/20/20. In Inghilterra entro il 2016 tutte le nuove costruzioni dovranno essere carbon neutral, o quasi, c’è già la legge. Qualcosa va fatto anche in Italia, forse non sarà nel 2016 e sarà nel 2019 o il 2021. Noi siamo pronti e con risultati entusiasmanti. Dobbiamo cambiare la cultura del costruire.

Prossimi progetti del gruppo Loccioni?
Realizzare i progetti della Leaf Community.

Alessandro Cascia

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008