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A Roma i nuovi lager per i romanì

Autore: . Data: martedì, 6 luglio 2010Commenti (0)

Inquietante dichiarazione del presidente della commissione Sicurezza del Comune di Roma

Fabrizio Santori, probabilmente inconsapevole dell’importanza dei diritti civili, ha spiegato come saranno realizzati i nuovi ‘insediamenti’ nei quali dovrebbero vivere i cittadini (anche di nazionalità italiana) di origine rom e sinti.

Ha detto il presidente: “Il piano nomadi procede con obiettivi chiari e una programmazione innovativa e concreta. Non possiamo dimenticare i risultati positivi già raggiunti con gli sgomberi degli insediamenti di via Naide, via Dameta e Casilino 900, oltre all’imminente spostamento degli occupanti del campo La Martora presso Castel Romano. Successivamente sarà la volta di quelli di via Marchetti e Tor de Cenci. Entro la metà del 2011, invece, è previsto lo spostamento dei campi di via del Baiardo, di Foro Italico e quello di Monachina”.

Dopo aver specificato da dove i romanì dovranno andar via Santori ha disegnato la fisionomia dei ‘nuovi luoghi di accoglienza: “Auspichiamo che le aree per i nuovi campi, individuate dal Prefetto in qualità di commissario straordinario per l’emergenza nomadi, siano lontane dai centri abitati, così come previsto dagli obiettivi programmatici della Giunta capitolina, [...] saranno perimetrati, videosorvegliati, con vigilanza all’ingresso e all’uscita degli insediamenti. Inoltre, è previsto l’allacciamento delle utenze di acqua, luce e gas. E ancora. Proprio al fine di garantire la legalità in questi luoghi chi non rispetta le regole e commette reati vedrà revocata la possibilità di permanere nei campi. Questo è il punto di svolta voluto dal sindaco Alemanno”.

Insomma, a Roma si allestiranno, in zone “lontane dai centri abitati” dei luoghi recintati, controllati con telecamere ed ai quali sarà possibile accedere solo dopo un controllo. Secondo il centro destra un trattamento di questo tipo dovrebbe favorire la coesistenza tra romanì e romani, ma con tutta probabilità servirà a far crescere non solo le diffidenze reciproche, ma anche il tasso di razzismo e di pregiudizi nei confronti di persone che nella maggior parte dei casi tentano disperatamente di trovare un luogo nel quale vivere. Anche perchè da decenni il popolo romanì non è più “nomade”, ma anche questo sfugge alla nuova amministrazione capitolina di centro destra.

D’altra parte Alemanno, al quale evidentemente nessuno ha spiegato che Mussolini ed Hitler hanno prodotto 56 milioni di morti durante la Seconda guerra mondiale, scatenata dai due regimi, ha avuto modo di affermare in passato: “Il fascismo non è il male assoluto, ma un fenomeno complesso cui hanno aderito in tanti”.

Nei lager, insieme a sei milioni di ebrei, furono uccisi non meno di 500mila romanì. Anche se per loro non esiste nessuna ‘giornata del ricordo’.

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