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Ustica: lo spettro di una strage senza volto

Autore: . Data: lunedì, 28 giugno 2010Commenti (0)

Ieri a Bologna ricordata la tragedia avvenuta 30 anni fa ed ancora senza responsabili

Trent’anni fa dal capoluogo emiliano decollò un McDonnell Douglas che precipitò nel mare di Ustica. Morirono quel giorno 81 persone. Da quel momento nessuno è riuscito a stabilire, al di là di ogni ragionevole dubbio, cosa produsse quella terribile tragedia.

Ieri a Bologna, in una piazza VIII Agosto arroventata dal sole, era stato ricostruito dall’artista Flavio Favelli un Dc9, con lungo le fiancate la scritta identificativa ‘Itavia’. Intorno alla fusoliera i familiari delle vittime (in maggioranza siciliane) hanno voluto ricordare i propri cari.

Intanto continuano le polemiche, perchè sono troppe le presunte verità sull’identità di chi procurò l’esplosione dell’aviogetto nella sera del 27 giugno 1980.

Secondo una sentenza del 1999 il Dc9 fu abbattuto “con un’azione di guerra militare, una guerra di fatto, non dichiarata”, ma non è mai stato chiaro chi per davvero fu il responsabile della sciagura.

La presidente dell’associazione che riunisce i parenti delle vittime, Daria Bonfietti, ha detto durante la manifestazione: “Mi pare che questa verità ci stia quasi assediando” ed ha aggiunto: “Bisogna smettere di fare polemiche. Ci mancano i nomi dei responsabili. Conquistiamoli!”.

Bonfietti si è anche riferita alle recenti dichiarazioni del sottosegretario Carlo Giovanardi, che  precisando di parlare a nome del governo tre giorni fa aveva riaffermato la tesi assai discutibile della bomba esplosa in volo,

“E’ una menzogna – ha stigmatizzato la presidente – Gli esperti della Nato ci hanno detto che c’erano altri aerei intorno al Dc9 abbattuto”.

In un messaggio il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva sostenuto: “I processi sin qui celebrati non hanno consentito di fare luce sulla dinamica del drammatico evento e di individuarne i responsabili” e Bonfietti ha richiamato quelle parole, ribadendo l’appello alle forze politiche affinché intervengano finalmente per consentire di individuare i veri colpevoli del disastro.

“Credo che arriveremo alla verità se il governo del mio Paese chiede agli altri Paesi con forza, con la voglia di sentirsi rispondere e non en-passant, cosa è successo quella sera” ha spiegato la rappresentante delle famiglie delle vittime. Ed il il presidente della Camera Gianfranco Fini da parte sua ha detto che la verità otterrebbe di cancellare “quell’ombra inquietante anche sul nostro presente”.

Bonfietti durante la commemorazione ha anche ringraziato ‘Radio Città del capo’ per la campagna informativa lanciata attraverso i principali giornali online francesi col fine di chiedere lumi al governo di Parigi, sospettato di essere in qualche modo coinvolto.

“Il governo francese ha espresso la sua disponibilità a collaborare nell’accertamento della verità”, ha spiegato la presidente e “speriamo che la collaborazione annunciata sia una adeguata collaborazione”.

Restano molti tuttavia i dubbi che si giunga ad una soluzione. E’ improbabile che davvero qualche governo o capo di stato maggiore voglia diradare la nebbia che da tre decenni impedisce di sapere cosa avvenne al Dc9 di Itavia.

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