cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica
Regola la dimensione del carattere: A A

Torna il vecchio Pci. Su Facebook

Autore: . Data: martedì, 8 giugno 2010Commenti (1)

In ricordo di Enrico Berlinguer a 26 anni dalla scomparsa

Tra le iniziative organizzate ogni giorno sul social network Facebook spiccano milioni di “eventi”. Molti di questi sono improntati alla nostalgia, ma quello previsto per l’11 giugno alle 23.55 è degno di nota per gli appassionati della politica e, in particolare, del vecchio Partito Comunista Italiano.

Si tratta infatti del ricordo di Enrico Berlinguer, il segretario più rimpanto di quella formazione politica che ha fatto epoca nel nostro Paese e che è scomparso proprio in quella data, 26 anni fa.

Il segretario del Pci si trovava allora a Padova dal 7 giugno, in vista delle elezioni del 1984, e la sera prima di morire si trovava sul palco in Piazza della Frutta, dove stava svolgendo un comizio. Le cronache riferiscono che mentre si apprestava a pronunciare la frase “Compagni, lavorate tutti, casa per casa, strada per strada, azienda per azienda” venne colpito da un ictus.

Ciononostante, e pur provato dal malore, continuò il discorso fino alla fine applaudito dalla folla anche se molti partecipanti all’iniziativa, straziati dalla scena, chiedevano a Berlinguer di interrompere il discorso.

Alla fine del comizio venne riaccompagnato in albergo dove si addormentò sul letto della sua stanza, entrando subito in coma. Dopo il consulto con un medico, venne trasportato all’ospedale Giustinianeo in gravi condizioni e morì la notte dell’11 giugno.

Non appare dunque casuale la modalità scelta dagli organizzatori dell’evento (http://www.facebook.com/group.php?gid=59128855399&ref=ts) per presentarlo al loro pubblico: hanno scelto infatti di riproporre sulla loro ‘bacheca’ alcune frasi pronunciate da amici, artisti, intellettuali e avversari del leader sardo.

Così descriveva Enrico Berlinguer il compianto giornalista Indro Montanelli: “Un uomo introverso e malinconico, di immacolata onestà e sempre alle prese con una coscienza esigente, solitario, di abitudini spontanee, più turbato che alettato dalla prospettiva del potere, e in perfetta buona fede di cui ci resta un programma sociale, politico, economico, etico e morale non scritto basilare per il futuro democratico e di progresso del nostro Paese”.

Caratteristica fondamentale di Berlinguer, secondo Norberto Bobbio, “è stata quella di non avere i tratti negativi che contraddistinguono tanta parte della classe politica italiana. Penso alla vanità, all’esibizionismo, all’arroganza, al desiderio di primeggiare che purtroppo fanno parte del ‘mestiere’, della professione del politico”. Parole, quelle del grande filosofo piemontese, che suonano particolarmente azzeccate e sinistre se applicate a tanta parte della classe politica dell’ultimo decennio, da lui conosciuta marginalmente.

“E’ come se quest’uomo integro, verso il quale ho sempre provato un’istintiva amicizia, che in qualche modo sentivo ricambiata, fosse caduto vittima di uno sforzo troppo grande”, annotò invece – in seguito alla morte del leader comunista – Luigi Pintor, raffinatissima penna nonchè tra i fondatori del quotidiano “il manifesto”.

Famoso per aver preso in braccia Berlinguer dal palco di una festa dell’Unità, così lo ricordò Roberto Benigni: “Il dono breve e discreto che il cielo aveva dato a Berlinguer era di unire parole ad uomini, ora la sua voce è sparita e se è vero, come dice il poeta, che la vita si spegne in un falò di astri in amore, in questi giorni è bruciato il firmamento”.

Infine, l’opinione di Vittorio Foa, intellettuale socialista, uno dei padri nobili della sinistra italiana: “Il tratto fondamentale di Berlinguer – sostenne Foa – era la sua capacità, spesso geniale, di cambiare idee e politica quando questo gli appariva necessario per la classe politica e per il Paese che egli si sentiva di rappresentare. Per fare questo, per uscire dagli stanchi modelli ripetitivi della nostra vita politica, occorreva un grande coraggio morale, una ferma convinzione di essere nel giusto. Ci vuole una forza morale molto più grande per fare cambiare posizione a compagni ed amici che per affrontare frontalmente un avversario”.

E proprio il coraggio di Berlinguer fu una delle sue doti più spiccate. “Il coraggio di cambiare”, come disse lui e come ricordano oggi coloro che vogliono ricordarlo su un social network, una delle forme espressive del cambiamento (nel bene e nel male) della società.

Paolo Repetto

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti (1) »

  • Olia Salvatore ha detto:

    chiesi un giorno di ferie per poter essere a Roma quel giorno, per l’ultimo saluto, non ho dormito per due giorni tra viaggio e rientro(come tanti,molti)scendemmo alla stazione Tiburtina al mattino presto, era di gia pieno di gente. La banda di Albinea suonava “Va Pensiero” in un silenzio di tomba. Una sensazione, “è finita”, non aspettavano altro: non gli aversari ma i nostri dirigenti, pronti a svendere un patrimonio di lotte per una sedia, per una casa dell’INPS a prezzo modico, per una “barca a vela” la cui velatura da sola vale più di quello che due operai guadagnano in una vita: intestandola a un gruppo di amici o ad una cooperativa!. Prettendono di essere rappresentativi perchè pensano di garantire i “poteri forti” pensando di controllare, calmare, turlupinare, la gente che lavora, non avendolo mai fatto in vita loro: in modo speculare con la loro cinghia di trasmissione Sindacale. I conti li hanno sbagliati, la sinistra vincerà le elezioni quando quelli come l’on Dalema impareranno che si può andare per mare anche con un gozzo Genovese con Vela Latina (come faceva Berlinguer), quando gente come il Perito Cinematografico Veltroni capirà che è una vergogna per lui occupare, a basso costo, un alloggio di un ente prevvidenziale in quanto super raccomandato, rittenendolo giusto.

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008