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Strage di Viareggio, 18 indagati

Autore: . Data: martedì, 22 giugno 2010Commenti (0)

La Procura di Lucca: “Gli approfondimenti continuano”

“A tutt’oggi risultano iscritte nel registro degli indagati 18 persone. L’individuazione dei soggetti da sottoporre a indagine, tuttavia, non può ritenersi allo stato conclusa”. Lo ha spiegato, in una nota diffusa ieri, la procura di Lucca, in merito all’inchiesta sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009.

“Gli approfondimenti investigativi continuano in molteplici direzioni – si legge ancora – nello sforzo di non lasciare inesplorato alcun elemento nella ricognizione delle cause di quella tragica vicenda e delle relative responsabilità, malgrado la notevole complessità del lavoro di acquisizione, anche all’estero, del necessario materiale probatorio, del suo controllo, della verifica dei diversi titoli di responsabilità (distribuiti anche nel tempo) e degli accertamenti tecnici da svolgere”. Il numero degli indagati potrebbe inoltre crescere “in rapporto ai vari profili di colpa identificati”.

Va aggiunto che poche ore prima della comunicazione della Procura, l’amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti, a margine di un’iniziativa su tecnologie per la sicurezza ferroviaria nel pistoiese, aveva affermato: “Tra poco verranno fuori gli avvisi di garanzia. Non escludo che io stesso sia coinvolto, visto che, ogni qualvolta nella storia ci sono state cose di questo genere, tutti quanti sono stati compresi negli avvisi di garanzia. Molto serenamente li aspettiamo – aveva proseguito Moretti – molto serenamente potremo a quel punto iniziare a discutere visto che fino ad oggi le nostre strutture non sono mai state interessate dalla magistratura in maniera diretta”.

“Ho già detto altre volte – aveva inoltre ricordato l’ad di Ferrovie dello Stato – che il disastro è stato molto grave. Quindi, è ragionevole pensare che la magistratura voglia approfondire qualsiasi cosa. Le norme impiantistiche sono molto complesse, quindi è ragionevole pensare che la magistratura voglia fare degli approfondimenti anche con avvisi di garanzia. In fondo stiamo parlando di quelle che sono le ipotesi di reato, quindi non i reati. Noi siamo tranquilli perchè pensiamo di aver fatto le cose giuste nel rispetto delle norme europee, che, non bisogna dimenticarsi, esistono e quindi non si possono tralasciare. Abbiamo verificato anche dopo Viareggio una serie di cose sulle quali gli uffici hanno inviato recentemente i risultati che hanno coinvolto non tanto e solo i nostri uffici tecnici ma soprattutto docenti universitari illustri, che hanno fatto i calcoli. Per fortuna questa cosa può essere dimostrata sulla base di calcoli matematici”.

Nel pomeriggio di ieri è giunta anche la reazione, alle novità in ambito giudiziario dei familiari delle vittime: “Queste notizie allargano il cuore – ha osservato Daniela Rombi del comitato ‘Il mondo che vorrei’ – sapere che la procura sta ottenendo dei risultati e che sta individuando possibili responsabili ci conforta. Certo, Moretti quello che ha detto oggi poteva dirlo anche un anno fa”.

La signora Rombi ha perso una figlia, Emanuela, 21 anni, morta dopo 42 giorni di agonia. “Certe notizie – ha aggiunto – non possono far star bene, ma ci aiutano. Credo nella giustizia del cielo, ma ho bisogno anche di quella terrena, anche se Emanuela non me la restituirà nessuno. Però qualcosa deve cambiare, perché non succeda più. Quello che mi fa rabbia – ha ribadito – è che Moretti abbia aspettato un anno per dire quelle cose. Doveva farlo subito, senza nascondersi. Spero che si sappiano presto i nomi degli indagati”, ha concluso.

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