Sos. L’Aquila lancia l’allarme
Stop alla tasse, più lavoro e sostegno economico. Ieri quasi 20mila in corteo
“Il governo vuole reintrodurre tasse e tributi e ne chiede la restituzione. In pochi mesi sarà un altro terremoto, quello economico”. Così i cittadini aquilani hanno ieri lanciato l’allarme sulla drammatica situazione che li affligge in seguito al terremoto del 6 aprile 2009. Nel pomeriggio, dalle 16, hanno dato vita ad un lunghissimo corteo (20mila manifestanti, secondo gli organizzatori) che ha attraversato la città, a partire da alcune parole d’ordine: sospensione delle tasse e imposte per cinque anni; garanzie per disoccupati, cassintegrati e precari che sono notevolmente aumentati; provvedimenti utili a far ripartire le attività economiche, procedure più snelle e mirate per la ricostruzione accanto a fondi economici certi.
Tra le adesioni alla manifestazione, oltre all’amministrazione cittadina e a tantissimi comuni della provincia, si segnalano l’Assemblea cittadina permanente di Piazza Duomo, il ‘Comitato familiari vittime casa dello studente’, ‘Comitato 3e32′, L’Aquila città futura, Animammersa, ‘Cittadini per i cittadini’, ‘Rete AQ’, ‘Collettivo 99′, ‘Epicentro Solidale’, ‘Eva Pescomaggiore’, ‘Un manifesto per L’Aquila’, ‘Tempera Onlus’, ‘Salviamo Paganica’, l’Arcidiocesi e l’Università.
Va aggiunto che la vigilia del corteo è stata caratterizzata da polemiche di altra natura. Venerdì scorso, il responsabile della Protezione Civile Guido Bertolaso e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta hanno subìto una piccola ma significativa contestazione, ignorata dai media. E’ accaduto in occasione della “scoperta” della facciata della Basilica di Collemaggio, che è stata “inaugurata” dopo che sono terminati i lavori di restauro. Senonchè quelle opere erano iniziate nel 2007, come hanno denunciato sui social network alcuni cittadini locali. Dunque due anni prima del terremoto. Perchè, allora, lasciar intendere davanti alle telecamere, fatte accorrere per l’occasione, che il restauro sarebbe rientrato in un intervento di ricostruzione?
Perciò un gruppo di cittadini si è radunato davanti all’ingresso della Basilica per ricordare che l’opera di restauro non poteva essere “venduta” all’opinione pubblica come intervento post-sisma. Così, hanno raccontato i testimoni, anziché passare dall’ingresso principale della chiesa Bertolaso e Letta hanno preferito accedere da un ingresso laterale: nientemeno che dalla Porta Santa, aperta fuori stagione, in deroga anche al secolare rito ecclesiastico.
Ma che il centrodestra faccia fatica a dimenarsi nel ginepraio post-terremoto lo dimostra anche la durissima polemica imbastita dal quotidiano ‘Il Giornale’, che ha scagliato i suoi anatemi, qualche giorno fa, contro il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente del Pd. Essendosi il primo cittadino lamentato che le risorse sono finite, che la ricostruzione è ferma e che il Paese deve riaccendere i riflettori su una città allo stremo e bisognosa di aiuto, il quotidiano di Paolo Berlusconi l’ha buttata immediatamente in politica.
Cialente appartiene infatti ad “un’area politica, quella di sinistra, che dal giorno dopo il sisma si è impegnata a tempo pieno per negare i successi dei soccorsi e dell’assistenza, per ridicolizzare il premier che di fatto si trasferì in pianta stabile in Abruzzo per guidare personalmente i primi interventi, per minimizzare quel miracolo italiano che è stata la costruzione a tempo di record degli alloggi antisismici per gli sfollati. E’ la stessa area politica che ha messo nel mirino Bertolaso e la Protezione civile, indicandoli al Paese come il male assoluto, che si è battuta contro procedure speciali e vie preferenziali nella gestione delle emergenze, che ha trasformato una legittima inchiesta giudiziaria su fatti specifici (che al momento con l’Aquila ha poco a che fare) in una delegittimazione completa di un sistema di intervento che avrà avuto anche falle ma che in quanto a efficienza non è stato secondo a nessuno”.
A parte i toni, che sembrano coniati dalla ‘Pravda’ a giudicare dal tasso di propagandismo antigovernativo, è davvero surreale che si possa discutere di “miracolo italiano” a proposito della situazione vissuta ogni giorno dagli Aquilani. Forse, il quotidiano berlusconiano intendeva mettere le mani avanti per buttare fango sulla manifestazione di ieri. Per poter scrivere che è stata sponsorizzata dai “comunisti”, a cui si sono accodate addirittura l’Arcidiocesi e l’Università (visto che compaiono tra gli aderenti alla protesta). Chissà.
Ciò che suona poi particolarmente sinistro è il demagogico assunto secondo cui quell’area politica avrebbe messo nel mirino “Bertolaso e la Protezione civile, indicandoli come il male assoluto”. Anche il ‘Giornale’, come usa fare il fratello del suo editore, cerca di buttare nel calderone un Capo Dipartimento chiacchieratissimo e sotto inchiesta, insieme alla “Protezione civile” complessivamente intesa. La quale – vorremmo ricordare ai distratti colleghi – è ben altra cosa. Tra le “strutture operative nazionali” della Protezione civile compaiono infatti Corpi e servizi rispettati e addirittura amati dai cittadini in difficoltà: dai vigili del fuoco al soccorso alpino, ai gruppi nazionali di ricerca scientifica fino alla Croce Rossa e alle organizzazioni del volontariato laico e cattolico che hanno portato in Abruzzo centinaia e centinaia di persone, adeguatamente formate per prestare soccorso (dei volontari scriviamo anche a parte).
L’attacco del ‘Giornale’, però, è andato oltre: “Fino a che all’Aquila ci sono stati Berlusconi e Bertolaso – ha scritto – i problemi sono stati affrontati e risolti. Li avete di fatto cacciati mettendo in piazza anche il popolo delle carriole e ora vi lamentate”. Tra un bavaglio e l’altro, la situazione è notoriamente grave. Ma è consentito almeno agli Aquilani esercitare il diritto alla protesta, caricando macerie sulle carriole o urlando la loro rabbia come meglio credono? O dovremo sempre sorbirci, dopo ogni protesta, le disamine scomposte di qualche quotidiano più realista del re?
Paolo Repetto


Vi segnalo un video, girato durante la visita della delegazione di alcuni dirigenti radicali, che documenta lo stato attuale del centro storico di L’Aquila, ancora sotto controllo militare e pieno di macerie. http://www.youtube.com/watch?v=en67UX9PRzI&feature=related
una ragione in più per partecipare alla manifestazione, per rompere il silenzio che regna sull’abruzzo.
Il video della manifestazione di oggi http://www.youtube.com/radioradicale#p/u/0/LKKz3hfJGv0
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