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Milano, ossessione Romanì

Autore: . Data: lunedì, 28 giugno 2010Commenti (0)

Continuano gli sgomberi. Tra propaganda e ruspe

La telenovela sul destino delle famiglie Romanì a Milano ha conosciuto altre due puntate, non certo a lieto fine. La prima è andata in onda venerdì, tre giorni fa, quando un dispaccio di agenzia ha annunciato un “doppio sgombero della Polizia Locale milanese che ha allontanato una quarantina di rom romeni, che sono stati identificati, da due aree occupate abusivamente con 16 tende. La prima operazione è avvenuta in un’area demaniale di via Colico, nei pressi dal cavalcavia Bacula, la seconda in un’area privata di viale Forlanini vicino all’ex caserma militare”.

La nota proseguiva dando conto dei commenti del vicesindaco e assessore alla Sicurezza del Comune Riccardo De Corato: “Per via Colico – ha spiegato – ho chiesto l’intervento della Polizia Locale dopo aver direttamente constatato la presenza di abusivi che in quell’area isolata potevano mettere a repentaglio seriamente la sicurezza dei cittadini. Una violenza sessuale lì sarebbe completamente invisibile”. La decisione della Giunta, ha infine reso noto De Corato, si sarebbe resa necessaria dopo le “segnalazioni di diversi cittadini, e stiamo monitorando la situazione. Particolare attenzione è riservata all’area ex Innocenti in via Rubattino, località dove dal 2008 siamo già siamo intervenuti 11 volte”.

E se proprio il caso-Rubattino ha suscitato fortissime polemiche nei mesi scorsi, in seguito alle dure prese di posizione di Comitati solidali e maestre indignate per l’abbandono scolastico conseguente agli sgomberi (InviatoSpeciale ne ha già riferito più volte, a cominciare dall’articolo visibile qui), nell’ultimissimo caso alcuni cittadini (insieme ad un ex consigliere regionale lombardo) hanno addirittura denunciato la diffusione da parte del vicesindaco di una notizia-fantasma. A quanto pare, infatti, lo sgombero in questione sarebbe stato annunciato una prima volta per giovedì sera (e non portato a termine per la mancanza delle ruspe normalmente messe a disposizione dall’Amsa, l’azienda della nettezza urbana) e poi per l’indomani mattina, come riportato nel dispaccio di agenzia.

“Ci siamo presentati alle 6,45 di venerdì – hanno scritto in una nota i cittadini riuniti nel ‘Gruppo di sostegno Forlanini’ – e non si è materializzato nessuno, probabilmente a causa dello sciopero (organizzato dalla Cgil per quel giorno, ndr). Ma quello che si è materializzato è stato il comunicato feroce di De Corato, che non ha saputo resistere alla tentazione di dare lo sgombero per già eseguito, tanto che i giornali hanno pubblicato il suo annuncio senza farne opportuna verifica”.

L’intervento della polizia locale è avvenuto poi il giorno successivo, l’altro ieri: lo stesso De Corato, ha dato notizia dell’allontanamento di “un gruppo di 6 romeni, cinque uomini e una donna, che si era insediato in viale Forlanini con 5 baracche. Sono stati tutti identificati e denunciati per occupazione abusiva. L’Amsa ha provveduto a ripulire l’area dai rifiuti. E’ il sesto allontanamento in 6 giorni – ha evidenziato ancora il vicesindaco – e in viale Forlanini, in un’area vicina a quella sgomberata oggi, eravamo intervenuti meno di 24 ore fa allontanando un altro gruppo di abusivi. Segno che alcune zone o stabili dismessi della città sono meta favorita dei nomadi e per questo devono essere monitorati con particolare attenzione. Allontanare un piccolo gruppo di abusivi oggi, significa infatti evitare che gli insediamenti si allarghino in modo incontrollato fino a diventare vere e proprie favelas”.

Con 284 interventi dal 2008 ad oggi, ha concluso De Corato, “la Polizia Locale sta dimostrando un impegno costante sul fronte delle occupazioni, rispondendo a stretto giro di posta alle segnalazioni che arrivano dai cittadini e dai proprietari di aree e stabili. E garantendo il rispetto delle leggi italiane. Non dimentichiamo che l’occupazione abusiva e’ punita dall’articolo 633 del codice penale e che, dopo ogni intervento, scattano le denunce. Ora ci auguriamo che, dopo le migliaia di segnalazioni effettuate dalla Polizia Locale, vengano istruiti i processi. Segnale di un’azione incisiva e condivisa”.

Secondo il ‘gruppo di sostegno’ solidale con i Romanì, sul luogo dello sgombero erano invece “presenti una decina di persone, delle 25 circa che lo abitano (donne incinte, bambini – il più piccolo di tre mesi – e anziani); il resto era già in giro per la città. Le ruspe hanno distrutto le baracche e tutto quel che serviva alla loro misera esistenza. Ora sappiamo anche – si legge ancora nella lettera dei cittadini – che gli sgomberi, finora organizzati nei giorni feriali, si effettuano anche nei giorni festivi, per rimediare alle gaffes di cattivo gusto. E, nei giorni festivi, non si materializzano neanche i servizi sociali; la polizia locale ha con sé un elenco delle comunità d’accoglienza per madri e minori, a cui destinare le donne che volessero accettare questa soluzione, ovviamente rifiutata come al solito perché significa spezzare la famiglia”.

Si rinnova dunque lo scontro tra una Giunta accusata di nascondere la polvere del disagio sociale sotto il tappeto del perbenismo inefficace e l’Istituzione che sostiene di voler far rispettare le ‘regole’. “Come tutti sanno – attacca il ‘gruppo di sostegno’ – mai nessuno è stato allontanato con questi provvedimenti di sgombero, che sono inutili, costosi e inefficaci. La stessa polizia locale è evidentemente infastidita e in difficoltà nell’eseguire ordini dall’alto che non hanno mai prodotto i risultati sbandierati: l’allontanamento dei rom dal territorio. E’ noto a tutti, anche alle forze dell’ordine, che nel campo non ci sono delinquenti, come invece è dichiarato nel comunicato di De Corato; lo dimostra il fatto stesso che stamattina moltissimi fossero già in giro per la città a guadagnarsi da vivere, spesso in lavori umilianti e sottopagati. Invitiamo il Consiglio comunale a non spendere più i fondi nazionali ed europei per inutili ansie di sicurezza ma per finalità dell’acquisizione dei diritti per questi soggetti: casa, lavoro, servizi sociali, istruzione, salute”.

Sulla vicenda è intervenuto l’altro ieri il coordinatore cittadino del Prc di Milano, e consigliere regionale uscente, Luciano Muhlbauer: “Lo sgombero di un insediamento di nomadi in viale Forlanini annunciato come eseguito ieri ma in realtà mai avvenuto per lo sciopero generale, è stato attuato oggi (sabato, ndr). Ieri in tarda mattinata (venerdì, ndr) il vicesindaco di Milano Riccardo de Corato ha sfornato un lunghissimo comunicato stampa con il quale annunciava gli sgomberi n. 282 e n. 283, il primo in via Colico e l’altro in via Forlanini – ha ricordato Muhlbauer – I più sorpresi della notizia erano i volontari della zona che seguono da tempo le famiglie rom e che erano presenti sul posto: ieri non è successo assolutamente nulla. Quando qualcuno gli avrà detto come stavano le cose – ha polemizzato Muhlbauer – si sarà arrabbiato e così lo sgombero andava recuperato ex post…”.

Da segnalare infine, per chiudere il cerchio di una vicenda davvero avvilente, l’ulteriore precisazione di De Corato: “Non c’è nessun mistero, nessuna invenzione: in viale Forlanini sono stati realmente effettuati dalla Polizia Locale due interventi, il primo, giovedì sera intorno alle 20 e ha riguardato un insediamento di 6/7 romeni in alcune tende, il secondo questa mattina in un’area attigua”. La contabilità delle ruspe legalitarie (ammesso che la ‘velina’ istituzionale trovi conferma) è stata finalmente ripristinata.

Paolo Repetto

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