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L’Italia e i suoi diritti. Disumani

Autore: . Data: lunedì, 21 giugno 2010Commenti (0)

Oggi audizione a Strasburgo

Oggi pomeriggio, dalle ore 15, presso la sede della Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, si svolgerà un’audizione in cui l’Italia dovrà difendersi dall’accusa di aver violato vari articoli della Corte sociale europea in materia di diritti umani. A portare il caso italiano all’attenzione dell’autorità di Strasburgo è stata l’ong internazionale Cohre, che ha denunciato la crescente discriminazione e segregazione della popolazione Sinti e Rom a seguito, soprattutto, dell’approvazione del ‘pacchetto sicurezza’ da parte del governo. Un ‘pacchetto’ che contiene al suo interno misure speciali per fronteggiare la cosiddetta “emergenza” Romanì, in particolare conferendo maggior potere ai prefetti. Gli effetti non hanno tardato ad arrivare: sono infatti iniziati gli sgomberi forzati dei Romanì, trasferiti in campi sorvegliati alla periferia delle città e praticamente impossibilitati ad avere una vita sociale uguale a quella degli italiani.

Secondo l’accusa, i provvedimenti legislativi italiani violerebbero il diritto all’abitazione dei Romanì (articolo 31 della Carta Sociale Europea), costringendoli alla segregazione e privandoli dei diritti all’assistenza familiare e sociale (articolo 16). Ma non è tutto: i Romanì sarebbero anche oggetto di ulteriore stigmatizzazione, in quanto vi si riferisce soltanto come un problema per la sicurezza dei cittadini italiani, rendendo loro ancora più difficile la ricerca di un alloggio e di un lavoro. Il nome stesso – ‘Emergenza Rom’ – induce inevitabilmente gli italiani a vedere quello dei cosiddetti “zingari” come un pericolo. Ricordiamo, inoltre, che è la prima volta che la parola “emergenza” viene utilizzata nei confronti di un gruppo etnico.

E’ bene sapere cos’è la Carta sociale europea: si tratta di un trattato del Consiglio d’Europa che garantisce il rispetto dei diritti economici e sociali. Adottata nel 1961, è stato modificata nel 1996. L’Italia ha ratificato il trattato, ma con la clausola che le Ong italiane non possano sporgere denuncia contro il proprio Paese. Per questo motivo ad accusare l’Italia è una ong internazionale con sede a Ginevra. Il Comitato per i diritti economici e sociali ne è l’organo di controllo: è composto da 15 esperti indipendenti, che dovrebbero pronunciarsi già nel corso della prossima settimana, anche se la loro deliberazione verrà resa pubblica soltanto tra quattro mesi. Oggi il comitato chiederà chiarimenti ad entrambi le parti in causa (governo italiano e ong): la difesa dell’Italia sarà portata da un agente del governo (afferente al contenzioso diplomatico del ministero degli Esteri) e sarà accompagnato da due funzionari del ministero degli Interni. Secondo fonti interne al Consiglio d’Europa, il comitato ha deciso di dare priorità al reclamo in quanto si tratta di accuse molto serie.

Testo e foto di Davide Falcioni

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