La Somalia sempre più sola
Il sedicente partito islamico impone la barba a Mogadiscio
I miliziani del Partito islamico somalo, che controllano parte della capitale, hanno reso noto di aver istituito l’obbligo per gli uomini della città di lasciare crescere la barba e di accorciare i baffi, come secondo loro impone la tradizione salafita.
Secondo quanto riferisce il sito ‘Mareeg’, Moallim Hashi Mohamed Farah, governatore della zona della capitale somala sotto il controllo degli integralisti, ha tenuto questa mattina una conferenza stampa nella quale ha ordinato a tutti gli uomini della città di lasciar crescere la barba in modo che diventi lunga e di tagliare i baffi “in base alla tradizione lasciata da Maometto”.
“Abbiamo imposto la barba agli uomini – ha detto lo sceicco Farah – perché in precedenza avevamo imposto alle donne di indossare il velo. Chi non rispetterà questo dettame sarà punito”.
Il gruppo islamico, guidato dallo sceicco Hasan Daher Aweys e alleato con la formazione degli ‘Shabab’, è lo stesso che lo scorso aprile ha ordinato alle radio private locali di non trasmettere più alcun tipo di musica.
Molte emittenti sono state costrette ad ubbidire, mentre radio ‘Shabelle’ ha deciso di abbandonare la sede del mercato di Bakarat, controllato dal Partito islamico, e di spostarsi verso l’aeroporto dove si trovano le truppe del contingente africano Amisom per evitare ritorsioni.
La tragedia del popolo somalo, da molti anni abbandonato a se stesso dalla comunità internazionale, sta per trasformarsi in un incubo ancora peggiore.


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