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La maturità sciagurata

Autore: . Data: mercoledì, 23 giugno 2010Commenti (1)

Anche i temi degli esami sono allineati al regime. Un Paese ormai senza più dignità.
Ieri i ragazzi italiani, educati in una scuola devastata dai tagli, da un livello pessimo di qualità dell’insegnamento e completamente privi di punti di riferimento, sono andati a celebrare il rito inutile degli esami di maturità.

La sceneggiata che dovrebbe valutare il livello di preparazione degli studenti rimane uno dei più singolari aspetti del sistema formativo nazionale. Non si comprende infatti perchè dopo cinque anni di scuole superiori frequentate al limite della decenza (non certo per responsabilità dei giovani) sia necessario questo test finale per decidere chi potrà avere accesso ad una università ancor più ammalata dei licei.

I temi proposti dal ministero guidato dal ministro della scure, Maria Stella Gelmini, questa volta non ha davvero avuto alcun pudore.

Così dalla cancellazione della Resistenza partigiana è arrivato il tema sulle foibe, proposto a ragazzi ai quali nessuno ha raccontato mai i crimini del fascismo e la violenza italiana nei confronti non solo del popolo istriano, ma anche dei gas lanciati contro libici ed eritrei durante le guerre coloniali del Duce o dei crimini di guerra in Somalia.

Prontamente il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ex militante del Msi, partito neofascista, ha dichiarato: “È molto significativo che tra le prove degli esami di maturità quest’anno ci sia il tema sulle foibe. Si tratta di un’autentica svolta. Anche con eventi di questa natura si ricompone una memoria collettiva”. Dove per “collettiva” si intende il ripescaggio delle identità culturali del ventennio mussoliniano.

Non che le uccisioni in terra d’Istria siano da giustificare, ma la domanda più elementare è un’altra: sanno gli studenti che l’Italia di Mussolini, insieme alla Germania nazista ed al Giappone sono stati responsabili della Seconda guerra mondiale e di 56 milioni di morti su tutto il pianeta Terra? E’ stato insegnato loro, come avviene nelle scuole tedesche, a mantenere memoria della responsabilità di quella tragedia voluta dal fascismo?

Poi tra le tracce c’era quella su Primo Levi. Si volevano conoscere le “radici” dello scrittore e si chiedeva di indicare quali sono stati i libri e gli autori che ne hanno determinato la formazione.

Peccato che Levi, ebreo, nel 1944 era stato arrestato dalla italica milizia fascista, consegnato ai tedeschi ed internato nel campo di sterminio di Auschwitz.

Così le foibe dovrebbero servire “a conservare e ricordare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime” di quella vicenda, mentre la vittima del nazifascismo, Levi, è stato trasformato in una specie di volano per cimentarsi in una prova da antologia letteraria.

Non contenti i fantasiosi estensori delle tracce hanno tirato in ballo, in un non meglio identificato campo socio-economico, un tema sulla “ricerca della felicità”, con riferimenti al terzo articolo della Costituzione, alla dichiarazione di indipendenza Usa, al sociologo polacco Bauman e a Pellizzari.

Per chi non lo sapesse, l’articolo della Carta preso in esame recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, esattamente quello che in Italia non avviene di questi tempi. Basti pensare alle leggi ad personam, al reato di immigrazione clandestina, alle discriminazioni nei confronti di fedeli di altre religioni che non sia quella cattolica.

Per quanto riguarda ‘la politica’, in piena linea da reality show berlusconiano, i maturandi sono stati chiamati a scrivere di “giovani e politica” a partire da brani del criminale Benito Mussolini, associato ad Aldo Moro, Palmiro Togliatti e persino Wojtyla. Un pasticcio indecente nel quale le parole di uno spietato dittatore sono state mescolate con quelle di alcuni padri della Repubblica ed addirittura di un Papa.

Ma la sventura capitata a questi giovani non ha avuto limiti. C’è stato un tema persino sugli alieni, in una traccia che recitava: “Siamo soli?”. Sarebbe stato troppo chiedere: “Stamo diventando troppi. Che facciamo per aiutare i più deboli?”. Meglio pensare ai marziani.

La scrittrice Dacia Maraini ha commentato: “Che cosa è stato Mussolini nella storia italiana? Credo che un italiano che cresce oggi non possa ignorarlo. Deve sapere quali disastri ha portato al nostro paese il fascismo. Non è questione di dire se è o non è un grande pensatore, ma di valutare le sue azioni politiche. Non so con che spirito sono stati fatti questi temi. Se capitano a ragazzi che hanno studiato e discusso e che conoscono un po’ la storia  va bene, altrimenti rimangono dei punti interrogativi”.

Non si deve sottovalutare ‘l’orientamento culturale’ mostrato da questa prova. Il fascismo è ormai sdognato, i valori della Resistenza sono dimenticati, la superficialità della tv spazzatura chiama a discutere persino di Ufo e si finisce con il chieder di ragionare sulla ‘ricerca della felicità’ in un Paese nel quale il 30 per cento dei giovani è disoccupato. Argomento del quale non vi è naturalmente alcun riferimento nelle tracce d’esame.

Se la maturità si dovesse misurare da questa prova degli esami di Stato allora si potrebbe facilmente concludere con una bocciatura di massa: per gli ‘esperti’ che hanno inventato queste perle di superficialità demagogica e revisionista.

Roberto Bàrbera

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Commenti (1) »

  • Gabbianonero ha detto:

    Al posto della figura del ciuco, come copertina sarebbe stato più indicativo se fosse stata messa la fotografia del figlio di Bossi alìas trota ! Oh . . no !

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