Inchiesta G8: aperto fascicolo a Roma
Dopo il passaggio dell’inchiesta di Firenze nella Capitale si ricomincia daccapo.
Sono sette gli indagati nel fascicolo aperto dalla Procura di Roma riguardo l’inchiesta sull’appalto della scuola marescialli di Firenze dopo che la Cassazione ha disposto la trasmissione degli atti da Firenze a Roma.
Al momento l’unico documento presente nel fascicolo è proprio l’estratto della pronuncia della Cassazione.
Tra gli indagati l’ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci e il coordinatore del Pdl Denis Verdini. Il procuratore di Roma capo Giovanni Ferrara e l’aggiunto Alberto Caperna, per “atto dovuto”, hanno disposto l’iscrizione nel registro degli indagati di tutte le persone coinvolte nell’accertamento che era stato sviluppato dai pm fiorentini.
Si tratta anche di coloro che sono sottoposti a misure cautelari. Oltre a Verdini e Balducci sono indagati il presidente del consiglio dei lavori pubblici della Toscana, Fabio De Santis, l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli, l’avvocato Guido Cerruti e i due imprenditori Roberto Bartolomei e Riccardo Fusi. Per i sette il reato ipotizzato è concorso in corruzione.
Intanto restano in carcere Balducci e De Santis, arrestati nell’ambito della stessa inchiesta sulla scuola dei marescialli gestita dal tribunale del capoluogo toscano.
Lo ha deciso ieri il tribunale di Firenze, discutendo le istanze presentate dai due imputati che, sulla base della sentenza della Corte di cassazione che spediva l’inchiesta a Roma, chiedevano l’inefficacia della misura cautelare. Intanto è attesa la decisione del tribunale del riesame di Firenze, che ieri si è riunito per discutere i ricorsi di Balducci e De Santis contro il no pronunciato dal gip di Firenze il 5 marzo scorso alle richieste di scarcerazioni. Oggi si dovrebbe avere la sentenza.
Tuttavia la procura della Repubblica di Roma ha sollecitato l’ufficio del pubblico ministero di Firenze perchè vengano trasferiti subito nella capitale gli atti dell’inchiesta. Il sollecito è stato imposto dal fatto che il 30 giugno prossimo scadranno i termini perchè l’ufficio del pubblico ministero di Roma possa decidere se mantenere o meno le misure cautelari adottate per alcuni degli indagati. Le carte richieste sono necessarie perchè la procura di Roma possa fare sulle misure cautelari le sue richieste al gip.
Tra traslochi di fascicoli, ricorsi e confusione quando si arriverà a sapere davvero cosa è accaduto? E soprattutto: chi erano i politici che si muovevano nell’ombra dietro gli affari del G8?


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