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Il disagio di essere “compagni”

Autore: . Data: lunedì, 21 giugno 2010Commenti (1)

Il Pd apre un  nuovo fronte di polemica interna: si contesta l’uso dello storico termine

Luca Candiano della direzione romana dei Giovani Democratici, Veronica Chirra, Matteo Cinalli, Sante Calefati e Mariano Ceci sono indignati.

A loro parere l’attore Fabrizio Gifuni, che nella riunione di partito di sabato scorso si era rivolto alla platea salutando i partecipanti con il tradizionale “compagni” ha compiuto un gesto inaccettabile e per questo hanno scritto a Bersani.

“Caro segretario, siamo giovani tanto nel senso anagrafico, quanto nel senso politico. Abbiamo l’età del Pd e vorremmo che anche la nostra tradizione politica fosse quella del Pd. Ti scriviamo perchè vorremmo renderti cosciente del nostro disagio di fronte a parole e comportamenti che guardano in maniera ingiustificatamente romantica al passato” hanno scritto i ‘modernisti’.

Quindi hanno aggiunto: “Le parole compagni o compagne e la festa de l’Unità, sono parole e concetti che noi rispettiamo per la tradizione che hanno avuto, ma che non rientrano nel nostro ‘pensare’ politico e che quindi facciamo fatica ad accettare. Quando al Palalottomatica alcuni relatori hanno iniziato il loro discorso con il trapassato ‘cari compagni e care compagne’ noi non ci siamo sentiti destinatari del loro messaggio. E non per partito preso. Ma perchè per noi i compagni sono quelli di scuola e se qualcuno ha da dirci qualcosa preferiamo che ci chiamino col nostro nome, preferiamo che ci chiamino democratici”.

I giovani del Pd, prima di tutto ignari della storia del movimento democratico italiano e poi senza indecisioni iconoclasti hanno concluso: “Non vogliamo insegnarti il tuo mestiere, nè minacciare di andarcene perchè abbiamo creduto nel Pd e vogliamo ancora crederci. Vogliamo soltanto che ci venga data una tradizione nuova, plurale, riformista e democratica”.

Cosa sia una tradizione “nuova” non è dato sapere, ma se la differenza la fa una parola che da decenni è utilizzata da radicali, socialisti, socialdemocratici, repubblicani e comunisti allora non c’è dubbio che la querelle aperta dai cinque giovani ‘democratici’ svela un clima di insofferenza verso la storia del movimento operaio e democratico italiano molto più preoccupante del vuoto di idee che sta lentamente disgregando il Pd.

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Commenti (1) »

  • Paolo ha detto:

    Grazie, soprattuto per l’ultimo periodo di questo articolo…
    Non credo però che sia veramente “insofferenza verso la storia del movimento operaio e democratico italiano”; ho piuttosto paura che sia vera, profonda, ammorbante ignoranza, corto circuito intellettuale di chi crede di opporsi al “lavaggio del cervello” televisivo essendone ormai parte integrante (e scimmiottando). E non so se sia meglio.
    Buon lavoro

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