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I vampiri della libertà

Autore: . Data: venerdì, 11 giugno 2010Commenti (2)

Il Senato ubbidisce a Berlusconi e approva la legge del ‘zitti e mosca’. Il regime ormai dilaga

Si sono spesi fiumi di parole sulla legge che di fatto impedirà le intercettazioni telefoniche e la pubblicazione di notizie sui processi. Era scritto che prima o poi sarebbe successo e fra poco, dopo il passaggio di convalida definitiva alla Camera, il silenzio regnerà sovrano nel Paese della Banda Bassotti.

Il responsabile di questo scempio è il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ma non è il solo colpevole. Con lui i suoi sottotenenti (tra i quali Gianfranco Fini), i caporali e la truppa del Pdl. Per loro la privacy di ladri, mafiosi, puttanieri, truffatori e corrotti doveva essere protetta. Ora lo è.

E non si illuda qualcuno che l’opposizione sia senza macchia. A mali estremi estremi rimedi, si diceva un tempo, ed allora, quando in passato la democrazia corse dei rischi, le forze politiche chiamarono i cittadini a difendere la libertà. Milioni di persone furono capaci di battere la ‘legge truffa’, alcuni tentativi di golpe, la violenza del terrorismo. Solo con canti e cartelli. Ma adesso persino ‘Bella ciao’ è quasi clandestina, per cui meglio lasciar perdere.

Infatti in questo caso solo polemiche parlamentari nelle ormai insopportabili stanze del Palazzo e nessun ‘lavoro’ di mobilitazione dei cittadini. Non un parlamentare del centro sinistra si è munito di megafono, volantini e coraggio per andare ‘tra la gente’ a spiegare quello che accadeva. Dal più piccolo comune calabrese alla più popolosa fabbrica del Piemonte.

La ‘resistenza’ è stata affidata a qualche sciamannato in agitazione su Facebook, come se quello fosse il cuore della nazione, i giornalisti spesso banali, omissivi e poco attenti hanno popolato convegnucci privi di fantasia, gli editori (che sono spesso banche o imperi finanziari) hanno sussurrato qualche banalità e le anime belle si sono screpolate le mani in estenuanti cene nelle quali si è discusso (tra una carbonara ed un bicchiere di vino) del declino italiano.

Il presidente della Repubblica, infine, il Primo cittadino che dovrebbe garantire il rispetto delle regole, come sempre in questi mesi, ha preferito il ruolo di integerrimo notaio della Costituzione, imponendosi un rispetto integralista delle prerogative. Napolitano ricorda un giocatore di poker che truffato dal baro (pur sapendo bene con chi ha a che fare) si ostina a giocare anche se sul tavolo ci sono sei o sette assi di fiori contemporaneamente. Un risultato lo ha ottenuto, perchè da ieri sarà ricordato come il peggior inquilino del Quirinale. Chiunque ha diritto ad un successo.

Adesso la frittata e fatta e solo i pazzi potranno far finta di nulla. Il nuovo dittatore dai capelli trapiantati si è liberato dei processi in corso e di possibili future scocciature e se la necessità di restare impunito è di ausilio anche al crimine organizzato o a ministri, pubblici amministratori o parlamentari dalle dita prensili non fa nulla: quello che conta la tranquillità del manovratore.

Il grande oppositore Fini, quello che tuonava per difendere il diritto al dissenso nel Pdl, ha compreso bene quanto precaria sia la sua posizione e si è subito adeguato, perchè come è giusto che sia per moltissimi italiani ‘tutti hanno famiglia’ ed oltre un tanto ‘a che vale rischiare’?

Di Pietro come da copione ha ululato alla luna, adesso invoca il referendum e incita le sue folle. Ma non conclude nulla, perchè ben altro ci vuole per battere l’ascesa imperiale del Cavaliere, al quale non piace il dissenso, la critica, l’autonomia di giudizio.

Da oggi non è più possibile prevedere il corso degli eventi. L’accelerazione prodotta dalle norme sulle intercettazioni e sulla libertà di informazione è stata già metabolizzata dal popolo bue e la dittatura ‘soft’ del berlusconismo ha tagliato l’ultimo traguardo.

E cominciano i campionati mondiali di calcio, per la felicità del popolo bue, che inseguirà i giocatori azzurri per i campi erbosi del Sudafrica, dimenticando rapidamente manovra finanziaria, disoccupazione, intercettazioni, crisi, diritto all’informazione.

L’estate inoltre sta arrivando, le ferie si avvicinano, le spiagge aspettano. Peccato non sapremo mai cosa succede ai milioni di cittadini che non hanno soldi neppure per andare a comprarsi un gelato. Ma è vero, non lo sapevamo neppure prima. Meglio così, non avremo di che soffrire.

Roberto Bàrbera

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Commenti (2) »

  • Maurizio ha detto:

    La fortuna e il successo di Silvio Berlusconi sono il prodotto non tanto delle sue scelte politiche e delle realizzazioni dei suoi governi – fin qui piuttosto mediocri e inconcludenti – ma di un’opera gigantesca e ormai quasi ventennale di propaganda e manipolazione dell’informazione, costruite grazie alla gestione spregiudicata dei canali televisivi di cui è proprietario o controllore politico. Circostanze che in nessun altro paese democratico sono possibili e neppure immaginabili, e che qua in Italia consentono al Cavaliere di mantenere alti livelli di fiducia e popolarità nonostante il fallimento delle politiche dell’esecutivo.

  • davide ha detto:

    L’analisi più lucida che si legge oggi. Daglia ltri, che l’informazione la facevano molto parzialmente anche prima di questa legge, solo un mucchio di parole al vento

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