Gaza: l’Italia e il governo senza coraggio
Il nostro Paese all’Onu vota contro la commissione di inchiesta. Un’altra nave di pacifisti in navigazione verso la Striscia.
L’Italia ha votato contro la risoluzione del Consiglio dei diritti umani dell’Onu che ha adottato una risoluzione nella quale si chiede una ‘missione di inchiesta’ internazionale sull’aggressione compiuta dai militari israeliani contro la flottiglia pacifista diretta a Gaza per portare aiuti umanitari.
Il governo Berlusconi è stato l’unico tra quelli europei di rilievo ad opporsi “all’invio di una missione internazionale per indagare su violazioni del diritto internazionale” ed ha giustificato la sua posizione dietro una presunta mancanza di una “posizione comune europea”.
In realtà le cose sono andate diversamente. L’Italia ha votato insieme agli Stati Uniti ed all’Olanda. Su 47 membri del Consiglio in 32 sono stati favorevoli all’inchiesta, mentre si sono astenuti in nove: Belgio, Burkina Faso, Francia, Ungheria, Giappone, Inghilterra, Ucraina, Slovacchia, Corea.
La posizione italiana mostra la crescente insensibilità del nostro esecutivo nei confronti dei diritti umani.
In queste ore si rischia, però una nuova tragedia: la nave ‘Rachel Corrie’ è partita lunedì da Malta con un carico di aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza.
“Siamo più determinati che mai a portare a termine la nostra missione” ha affermato Derek Graham, membro dell’equipaggio all’emittente irlandese Rte.
Graham ha spiegato che i 15 attivisti a bordo dell’imbarcazione, a cui è stato dato il nome di una donna americana uccisa a Gaza nel 2003, “si sono riuniti dopo i fatti di lunedì”, quando le prime navi di aiuti sono state attaccate dai militari israeliani, e hanno deciso di proseguire la missione.
Graham ha quindi spiegato che l’equipaggio manterrà informate le autorità israeliane sulla posizione esatta di tutti coloro che si trovano a bordo e che “passeggeri ed equipaggio resteranno seduti e con le mani ben in vista, in modo che (i militari, ndr) non possano ripetere quanto hanno fatto lunedì e sostenere che siamo stati noi ad attaccarli”. “Siamo una missione pacifica”, ha aggiunto.
A bordo della nave c’è anche il premio Nobel per la pace Mairead Corrigan, pacifista nordirlandese.
La ‘Rachel Corrie’ trasporta attrezzature mediche, cancelleria e cemento. Quest’ultimo materiale è tra quelli che Israele vieta di introdurre a Gaza, distrutta dopo l’aggressione dell’operazione ‘Piombo Fuso’. Secondo Tel Aviv potrebbe essere usato per la ricostruzione delle infrastrutture militari di Hamas.
In un sondaggio realizzato da Sky Tg24, l’opinione dei cittadini del nostro Paese appare chiara: l’Onu avrebbe dovuto condannare direttamente Israele per l’attacco mortale agli attivisti filo-palestinesi.
Il 63 per cento dei partecipanti alla rilevazione non approva la dichiarazione con cui l’organismo internazionale ha espresso la propria posizione e solo il 37 è d’accordo con le deiciioni prese da Tel Aviv.
L’emittente ha ricordato che “i sondaggi non hanno alcun valore statistico, in quanto si tratta di rilevazioni aperte a tutti e non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l’unico scopo di dare la possibilità di esprimersi sui temi di attualità ”, ma questo risultato mostra come i sentimenti di solidarietà nei confronti delle vittime della strage della ‘Freedom Flottilla’ siano diffusi in Italia.
Intanto il noto scrittore svedese di romanzi gialli, Henning Mankell, ha definito gli israeliani “pirati e sequestratori”
Mankell era a bordo di una delle navi della flottiglia ed è ritornato a Goteborg, la sua città , via Monaco di Baviera.
“I soldati israeliani – ha dichiarato lo scrittore al quotidiano svedese ‘Expressen’ – si sono allontanati dalle proprie acque territoriali per un attacco armato. È accaduto in acque internazionali. Si tratta dunque di pirateria e sequestro”.
“Posso assicurare – ha aggiunto – che non c’era una sola arma a bordo delle nostre navi. Altrimenti lo scontro avrebbe assunto ben altre forme”.
In una seconda intervista (all’agenzia stampa Tt) Mankell ha denunciato che i soldati israeliani gli hanno rubato alcuni beni personali: soldi, carte di credito e telefono cellulare.
“I soldati israeliani sono ladri” ha detto senza reticenze ed aggiunto di avere deciso di pubblicare su grandi giornali europei un racconto della sua esperienza.


Mi piacerebbe elencaste anche gli stati che hanno votato a favore.
Probabilmente per dare una vera informaione corretta sarebbe giusto saperlo…
“In realtà le cose sono andate diversamente. L’Italia ha votato insieme agli Stati Uniti ed all’Olanda. Su 47 membri del Consiglio in 32 sono stati favorevoli all’inchiesta, mentre si sono astenuti in nove: Belgio, Burkina Faso, Francia, Ungheria, Giappone, Inghilterra, Ucraina, Slovacchia, Corea.”
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