Cgil, oggi sciopero generale
Contro la manovra economica “sbagliata, ingiusta e depressiva”
La Cgil ha indetto per oggi lo sciopero generale per protestare contro la manovra finanziaria correttiva del governo, definita “sbagliata, ingiusta e depressiva”. La confederazione chiede all’esecutivo di non scaricare il peso della correzione dei conti pubblici “sulle spalle dei soliti noti”, cioè sui lavoratori dipendenti, i giovani e i pensionati, sulle Regioni e gli Enti locali.
La Cgil “sa, e lo ha ripetuto quotidianamente, che il nostro Paese deve fare una manovra economica”, ha spiegato la vice segretaria generale del sindacato di corso d’Italia, Susanna Camusso. Poco prima, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, si era chiesta provocatoriamente: “La Cgil sciopera contro l’Europa? Contro i mercati? La manovra dobbiamo assolutamente farla, oggi la Grecia paga interessi del 10% sui titoli di debito pubblico”. Dunque, ha aggiunto Marcegaglia, “la Cgil è libera di scioperare ma contro cosa? Bruxelles intende sorvegliare deficit e debito. Bisognerebbe che queste persone andassero un po’ in giro e comprendessero quello di cui si parla”.
Così ha replicato Camusso: “Vorremmo credere che la presidente sappia che non c’è una sola manovra possibile, un solo modo di trovare risorse e di tagliare le spese”. E la manovra “così come è stata articolata non contempla strumenti di sostegno all’occupazione, alla crescita e allo sviluppo. Per questo – ha aggiunto la dirigente sindacale – la Cgil sciopera per cambiare una manovra che non abbatta il Pil dello 0,8%, come certifica il Centro studi di Confindustria, perché il Paese ha bisogno di crescere”.
L’articolazione dello sciopero sarà di almeno quattro ore per i lavoratori privati (i metalmeccanici della Fiom-Cgil sciopereranno per otto ore) e dell’intera giornata per quelli pubblici, con manifestazioni che si svolgeranno in tutte le regioni. Eccezione saranno Liguria (esclusa la provincia di La Spezia), Toscana e Piemonte che sciopereranno il 2 luglio.
La risposta polemica del governo, all’iniziativa della Cgil, è stata affidata al ministro del Welfare Sacconi: “Lo sciopero è un’arma spuntata, è come scioperare contro la pioggia”.
“Onestamente – ha aggiunto alla giornalista che lo ha intervistato – che c’è questo sciopero me lo ricorda lei. Questo è il tempio della cooperazione tra le parti sociali e tra queste e il governo. Interrompere la produzione dei servizi – ha concluso Sacconi – non aiuta nessuno”.


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