Berlusconi e il ponte sullo Stretto
Il premier si ricorda del desaparecido ed indirettamente conferma lo stallo dei lavori
C’è stato un tempo nel quale ogni giorno si parlava del ponte sullo Stretto come di una cosa praticamente già fatta. Nel migliore stile propagandistico del centro destra.
Ieri il Cavaliere è tornato sull’argomento affermando che “sarà opera epocale e si farà”, ma anche che “il timing dell’opera dovrà tenere conto delle disponibilità pubbliche, che a loro volta sono condizionate dalla crisi economica mondiale”.
Peccato che anche per questa ennesima operazione pubblicitaria si era anche preannunciata la consegna del ponte per il 2016.
Berlusconi ha sostenuto che i lavori sono iniziati nel dicembre scorso, anche se il completamento dell’opera “non può compiersi con uno schiocchiare di dita”.
In attesa di capire come si risolverà la faccenda, forse destinata a restare uno degli innumerevoli costosissimi pasticci della storia dei lavori pubblici italiani, il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, ha detto: “Berlusconi ha perso un’occasione buona per tacere. Mentre gli italiani devono affrontare una crisi che il governo ha deciso di far pagare alle fasce più deboli, tagliando stipendi, sanità e servizi, il presidente del Consiglio continua a parlare del ponte sullo Stretto, opera inutile il cui costo è stato recentemente stimato in 8 miliardi di euro (circa un terzo della manovra economica) dalla Corte dei Conti”.
L’esponente dei Verdi ha aggiunto che “si potrebbero fare tantissime cose utili al Paese. Ma Berlusconi che sembra refrattario alla sofferenza e alle difficoltà dei cittadini pensa solo alle sue opere faraoniche ed inutili, buone solo per la sua autocelebrazione. È uno sfregio ai cittadini del sud, dove, ancora oggi, mancano, acqua potabile, ferrovie e servizi essenziali”.
Per Bonelli il premier dovrebbe lasciar perdere “la storiella dei delfini e degli uccelli che tira fuori ogni volta. Il Ponte, che non ha alcuna utilità, sarebbe solo un enorme regalo per le lobby del cemento e degli affari pagato con i soldi dei cittadini italiani che hanno bisogno di ben altro”.


Sono veramente avvilito nel costatare che , cavalcando il più meschino egoismo , si vuole denigrare a tutti icosti un’opera meravigliosa come questa – A parte i soliti intoppi e le difficoltà economiche, a cose fatte, si spera, il ponte darebbe grande lustro a tutta Italia
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