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Ancora polemiche sulla maturità

Autore: . Data: giovedì, 24 giugno 2010Commenti (0)

Il presidente della Provincia di Roma ha ricordato l’assassinio di Matteotti e le responsabilità di Mussolini

Nicola Zingaretti, dopo aver deposto ieri pomeriggio un mazzo di fiori al lungotevere Arnaldo da Brescia a Roma, nel luogo dove nel 1924 fu rapito Giacomo Matteotti, ha dichiarato: “La maturità è in corso e ci sembrava importante ricordare che quel discorso di Mussolini oggetto di una delle tracce della prima prova non aveva al centro il tema dei giovani, ma era la rivendicazione da parte di un dittatore dell’omicidio politico di Matteotti, che aveva commesso, a detta del regime, l’errore di difendere la libertà. Troviamo molto sbagliato accostare quel discorso a personaggi come Giovanni Paolo II, Moro o Togliatti e troviamo molto pericolosa questa confusione storica che si vuole introdurre”.

Il presidente della Provincia di Roma si riferiva al discorso del dittatore fascista proposto agli studenti dagli ‘esperti’ del ministero dell’Istruzione guidato da Maria Stella Gelmini per la prova della maturità.

“Quel discorso – ha aggiunto Zingaretti – non era sui giovani, ma per colpa di quel discorso molti giovani persero la libertà e altri la vita. Quel discorso apre la strada a omicidi impuniti come quelli di Gobetti, dei fratelli Rosselli e alla morte di Gramsci. Ci sembrava doveroso venire qui dove fu rapito Matteotti, per un atto di testimonianza e denuncia della gravità nell’introdurre un elemento di confusione che è un’offesa a Matteotti e alla memoria storica del Paese”.

Commentando, poi, le tracce scelte dagli studenti, Zingaretti ha detto: “Ci fa piacere che i giovani italiani non avendo fatto quel tema, abbiano dimostrato di essere molto più all’avanguardia di questa scelta”.

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