Agile-Eutelia, ieri nuova protesta
“Impegni non rispettati”. Pd e Idv contro il governo
Ieri a Roma un gruppo di lav
oratori del gruppo Agile (ex Eutelia) ha presidiato piazza Montecitorio, spiegando le motivazioni della protesta a sostegno dello sciopero della fame iniziato da un dipendente.
I lavoratori hanno denunciato lo stato di impasse della loro tormentata vertenza. E’ infatti dal 20 aprile scorso che il gruppo Agile è in amministrazione controllata, ultima tappa di un calvario vissuto per mesi dai lavoratori del gruppo. All’epoca, l’intervento giudiziario era stato salutato dai sindacati e dai rappresentanti dei lavoratori come “l’unico strumento utile per ragionare sul futuro di tutti i lavoratori e dell’azienda”, come affermò allora Fabrizio Potetti, il coordinatore nazionale della Fiom-Cgil del gruppo.
Si trattava infatti di provare a recuperare il tempo perso, e il passaggio dell’azienda in amministrazione controllata era stato ritenuto fondamentale proprio nell’ottica di riprendere il confronto istituzionale sulla base del progetto industriale presentato dai lavoratori. Tanto è vero che il sindacato chiese alla presidenza del Consiglio di convocare nel più breve tempo possibile un tavolo per discutere di commesse pubbliche, clienti persi e sostegno al reddito dei lavoratori.
Le pastoie hanno però avuto la meglio. Così ieri i lavoratori dell’ex Eutelia si sono ritrovati ancora in piazza, a Roma, per rivendicare il rispetto degli impegni. Il primo ad incontrare i manifestanti è stato Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori. Dopo il commissariamento, ha spiegato, “la proprietà è fuori gioco e per questo è necessario che la presidenza del Consiglio, sede istituzionalmente deputata a farlo, individui una prospettiva industriale per il gruppo e i lavoratori coinvolti, rispettando gli impegni presi ma tutt’oggi disattesi. Nessun atteggiamento dilatorio da parte del Governo risulterebbe a questo punto comprensibile”.
La risposta del governo non si è fatta attendere, per quanto abbia in seguito suscitato polemiche: “Sulla vicenda della ex Eutelia – ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Aldo Brancher, rispondendo alla Camera ad una interpellanza urgente presentata sempre ieri dal Pd – è intenzione del Governo avviare, successivamente alla pronuncia dell’autorità giudiziaria, ogni possibile attività di sostegno che possa ridurre la situazione di grave disagio in cui versano i lavoratori. Le possibili iniziative future – ha aggiunto – saranno definite sulla base della decisione che la magistratura assumerà e che potrebbe sostanziarsi nell’ammissione di Eutelia alla procedura di amministrazione straordinaria ex legge Prodi, per dare continuità all’azienda, ovvero nel caso fosse deciso di dichiararne il fallimento”.
Dura la replica in aula di Cesare Damiano, responsabile Lavoro del Pd: “I lavoratori – ha polemizzato rivolgendosi direttamente a Brancher – non si accontenteranno di quello che lei ci ha raccontato. Ma lei immagini: noi torniamo da loro per dire cosa? Che il Governo non ha nessuna intenzione, se non dopo che la via giudiziaria abbia concluso il suo iter, di prendere in considerazione la possibilità di un incontro?”.
Il Pd ha perciò chiesto al governo di fissare formalmente una data per un incontro presso la Presidenza del Consiglio “per onorare gli impegni che avete preso con questi lavoratori”.
Incontro invece subito concesso dal Presidente Gianfranco Fini: “La delegazione di lavoratori – ha reso noto lo staff di Fini – ha chiesto al presidente della Camera di sensibilizzare il governo per la riattivazione del tavolo di crisi presso la presidenza del Consiglio dei ministri. Il presidente Fini ha espresso la propria solidarietà e ha auspicato che il lavoratore della azienda, attualmente impegnato in uno sciopero della fame da tre giorni, desista immediatamente da tale forma di protesta. Fini ha inoltre comunicato che, nei limiti delle attribuzioni istituzionali spettanti alla presidenza della Camera, si attiverà presso il governo affinché, dopo il commissariamento dell’azienda già deciso dalla magistratura, venga quanto prima individuata una soluzione positiva a tale vertenza”.


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