Agile-Eutelia, “che fa il governo?”
La preoccupazione dei lavoratori sul loro blog
I lavoratori Agile, ex Eutelia, sono intervenuti ieri, nel loro blog, per invocare il rispetto degli impegni presi dal governo. I dipendenti, in lotta per evitare la chiusura dell’azienda, hanno inoltre pubblicato la seconda parte del dossier sulla vertenza (visibile qui), un documento che riassume “gli eventi dal novembre 2009 all’aprile 2010, con la tappa fondamentale della sentenza di rigetto del concordato della Omega (il gruppo di Liori e Massa in cui era la Agile dopo la cessione da Eutelia)”.
Il gruppo Omega, secondo i suoi dipendenti, “è un ginepraio di scatole cinesi, con fondi e diramazioni su società ombra inglesi (Restform e Anglo Corporate), che fanno capo ad un’altra scatola vuota, la Libeccio, un sistema ramificato è stato messo in stato di insolvenza dalla procura di Milano, che ne ha chiesto il fallimento, dopo che Domenico Lo Jucco, uomo Mediaset, aveva assunto l’incarico di ad della Omega”. Si tratta di “un incrocio di interessi fra politica e finanza”, a loro giudizio, che ha portato alla “devastazione” dell’azienda e messo a rischio circa 2mila informatici provenienti dalla ex Olivetti e Bull.
La sentenza del Tribunale di Roma del 20 aprile 2010 – che dispone il commissariamento di Agile – “ha tolto a questo sistema di malaffare politico-finanziario, il controllo della Agile, i cui dipendenti a maggio hanno avuto accesso alla cassa integrazione, dopo sette mesi senza retribuzione”.
Allo stato attuale, però, l’esecutivo non ha ancora mantenuto i patti. In particolare, i lavoratori ricordano l’impegno preso il 23 febbraio citando proprio il testo della maggioranza: “Il governo assicura il massimo impegno nelle attività che ha, da tempo, intrapreso per sostenere la prosecuzione dei contratti in atto programmata nei confronti di Agile. Subito dopo la pronuncia del Tribunale sarà convocato un incontro con le organizzazioni sindacali”.


Lascia un commento