A Pomigliano, tra polemiche e incertezze
Mentre la Chiesa invoca “decisioni a favore delle persone”
La Chiesa cattolica si è rivolta alla Fiat nella speranza che per Pomigliano si “prendano decisioni serie, a favore delle persone, delle famiglie e del lavoro, per uno sviluppo umano integrale”. Lo ha affermato il segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, che ha auspicato misure rispettose “dell’uomo e la promozione del lavoro”.
In seguito al recente referendum (InviatoSpeciale ne ha scritto nell’articolo visibile qui), si erano già espressi nei giorni scorsi – dopo l’esito incerto del voto all’interno allo stabilimento – sia il cardinale di Torino, Severino Poletto, sia quello di Nola, Beniamino Depalma, che in una lettera aperta avevano richiamato il management Fiat ‘all’obbligo morale di non fare un solo passo indietro’.
La preoccupazione per le sorti dello stabilimento campano, infatti, resta alta anche di fronte al silenzio della casa automobilistica che, dopo un breve comunicato fatto all’indomani del referendum, ha preferito tacere.
Domani, secondo fonti sindacali non confermate dall’azienda, il management della casa automobilistica dovrebbe volare a Tichy, in Polonia, per incontrare il sindacato dello stabilimento dove si produce attualmente la Panda, la cui nuova versione dovrebbe essere trasferita a Pomigliano.
Anche nella migliore delle ipotesi non manca la preoccupazione tra i lavoratori per i tempi lunghi che l’attuazione del Piano richiede. Proprio nell’accordo firmato tra le parti, ha rilevato la Fiom, si prospettano almeno due anni di cassa integrazione per la ristrutturazione dell’impianto. Al punto 9 dell’intesa, infatti, si precisa che il ‘radicale intervento di ristrutturazione’ per predisporre gli impianti per la produzione della Panda, presuppone il riconoscimento della Cig straordinaria per ristrutturazione ‘per due anni dall’avvio degli investimenti’. Data, quest’ultima, non precisata in alcun punto dell’accordo. In questo periodo di Cig, per altro, ‘non potranno essere adottati meccanismi di rotazione tra i lavoratori’.
A margine dei vari punti controversi, è polemica tra alcuni sindacati firmatari dell’intesa e il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il quale ha proposto di aprire un tavolo per tentare una mediazione su Pomigliano.
“E’ una proposta fuori luogo, senza nessuna possibilità di aiutare le parti’, ha ribattuto il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, secondo cui “se il ministro e il governo avessero avuto la possibilità di dare un contributo alle parti, avrebbero potuto farlo prima’. Per il segretario della Fim Cisl Giuseppe Farina, invece, “quella di Sacconi è una offerta di disponibilità . Se puo’ servire un incontro aggiuntivo di chiarimento per esplicare meglio le parti dell’accordo ritenute controverse, si faccia. Escludo invece che si possa fare quello che chiede la Fiom, e cioè di riaprire la trattativa’. Per la Fismic “se Sacconi vuol dare una mano faccia una ‘legge ad Pandam’ che permetta la governabilita’ immediata dell’accordo per la produzione dell’auto. Se vuole far questo e’ utile: la mediazione non serve, visto che – ha commentato il segretario Roberto Di Maulo – l’accordo è già fatto”.


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