Scajola e la casa pagata “da altri”
Il ministro si dimette e scodella una tesi da ‘premio Totò’. Il Tg1 di Minzolini è comprensivo e non infierisce.
“Se dovessi acclarare che la mia abitazione nella quale vivo a Roma fosse stata pagata da altri senza saperne io il motivo, il tornaconto e l’interesse, i miei legali eserciteranno le azioni necessarie per l’annullamento del contratto di compravendita. Non potrei come ministro della Repubblica abitare in una abitazione in parte pagata da altri”. (ascolta tutto il discorso)
Con questo italiano un po’ comico ed un po’ sgangherato il ministro dello Sviluppo economico ha rassegnato ieri le proprie dimissioni.
Secondo Scajola alcuni ‘altri’, a sua insaputa e per motivi a lui ignoti, potrebbero aver pagato in parte la sua abitazione di fronte al Colosseo (per i non romani e gli sbadati uno dei monumenti più antichi e famosi del mondo), sita per la precisione in via del Fagutale 2.
I fatti potrebbero essere andati così. Il ministro, dopo aver individuato l’appartamento di 180 metri quadri circa, avrebbe incontrato le due ex proprietarie e loro, nell’illustrargli il prezzo di vendita, gli avrebbero proditoriamente mentito parlandogli di un costo di soli 600 mila euro e non di 1 milione e 500 mila, quotazione molto più credibile in quella zona anche per uno sprovveduto. Lui, per nulla stupito della ‘economicità ’ dell’abitazione (più o meno costosa quanto un trivani in periferia), avrebbe accettato di buon grado e senza sospetto alcuno la richiesta.
In realtà , dietro le quinte, l’architetto Zampolini, spinto da un morboso e segreto affetto per Scajola ed informato dalla Spectre sulle intenzioni del ministro di trasferirsi a trecento metri dal Colosseo e vicinissimo all’ex gazebo abusivo da poco demolito sull’attico di Lori Del Santo, tenendo l’oggetto della sua passione all’oscuro di tutto, si era affrettato a contattare le proprietarie per indurle a non svelare al futuro acquirente-ministro il vero valore dell’immobile e promettendo di versare lui in persona la cifra mancante, ovvero 900 mila euro. Zampolini, quindi, per realizzare il proprio gesto si sarebbe recato presso la sua banca, avrebbe versato 900 mila euro in contanti che teneva nel portafoglio per le spesette di ogni giorno e poi avrebbe subito dopo emesso ben ottanta assegni per il valore di 11.250 euro l’uno e li avrebbe consegnati alle due sorelle come promesso.
Perchè, infine, l’architetto si sarebbe dilettato in questa superproduzione di assegni? Non si sa. E’ utile ricordare, però, che in base alla normativa contro il riciclaggio è vietato il trasferimento di soldi, in qualsiasi forma, per importi superiori a 12500 euro, se non con l’intervento di un intermediario finanziario autorizzato (banche e poste). Questo vincolo fa si che che tutti i titoli di credito (assegni e libretti di risparmio al portatore) possono essere emessi solo fino a 12500 euro. Per cifre superiori devono essere nominativi e con la clausola non trasferibile. In pratica, nel caso in cui due soggetti vogliano effettuare un pagamento in contanti superiore ai 12500 euro devono farlo di fronte ad un intermediario che verbalizza l’operazione. Nel caso in cui ci sia trasferimento di valori superiori ai 12500 euro viene effettuata una registrazione che finisce nel famoso archivio unico informatico che ogni intermediario è tenuto ad avere. Ma 11.250 sono meno di 12.500 e così il problema è risolto, tutto rimane strettamente ‘privato’.
Berlusconi ha commentato così le dimissioni: “Scajola ha assunto una decisione sofferta e dolorosa, che conferma la sua sensibilità istituzionale e il suo alto senso dello Stato, per poter dimostrare la sua totale estraneità ai fatti e fare chiarezza su quanto gli viene attribuito”.
Quindi il premier ha ringraziato il suo stretto collaboratore e forse ha spiegato senza rendersene conto di come Scajola possa essere caduto nel fatale errore e del perchè la crisi italiana non trova via di uscita. Ha aggiunto infatti il Cavaliere: “Al ministro Scajola va l’apprezzamento mio e di tutto il governo per come ha interpretato il ruolo di ministro dello Sviluppo economico in una fase difficile e delicata che, anche grazie al suo contributo, l’Italia sta superando meglio di altri Paesi”.
Insomma, il povero Scajola è stato così impegnato nel suo lavoro da non tenersi più aggiornato sui prezzi degli immobili nel centro storico della Capitale. Così di fronte ad una richiesta di denaro così competitiva ha pensato che il valore di acquisto dell’euro per gli italiani fosse moltiplicabile ‘per 900′ e da lì ha fondato la sua azione per scongiurare la crisi economica e finanziaria del Paese. Da quel piccolo fraintendimento è cominciata una serie di errori di calcolo che hanno portato un altro ‘ingenuo’, Berlusconi (uno che non distingue una prostituta da una spasimante), a dire che l’Italia sta superando la crisi meglio di Francia, Germania o altri partner europei.
Se non fosse stato per Zampolini e per il suo affetto morboso per il ministro, le previsioni del governo sarebbero in ordine e chissà quanti cassintegrati ci saremmo risparmiati.
Un altro ‘affettuoso’, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, si è reso conto di questa commedia degli equivoci ed ha scelto di essere clemente nei confronti di Berlusconi, del governo di Scajola (che potrebbe essere vittima anche di stalking).
Per questo l’edizione di ieri del suo telegiornale alle 13,30 non si è aperta con le dimissioni del ministro, ma con un servizio sulla ancora poco chiara cattura di un cittadino americano sospettato di aver preparato un attentato fallito nel centro di New York a base di fuochi di artificio. E non solo. Dopo un paio di minuti e mezzo di reportage dalla Big Apple, il ‘direttorissimo’ (come ama chiamarlo affettuosamente Berlusconi) ha mandato in onda un altro servizio di esteri, in questo caso riguardante l’ormai annoso scontro sul nucleare tra Usa ed Iran.
Solo a quel punto, circa cinque minuti dopo l’apertura del Tg, gli italiani hanno appreso che il ministro Scajola “si dimette pur non essendo indagato”.
Questa è l’Italia contemporanea, per chi non non se ne fosse accorto.
Roberto Barbera

Comunque , l’architetto gli ha anche fatto il progetto di ristrutturazione e seguito i lavori, mentre la ditta di costruzione ha eseguito i lavori….ma lui non se ne era accorto,lavorava per noi, avevano le chiavi e gli hanno fatto una sorpresa, anche stavolta a sua insaputa. Siamo alle comiche, altro che Totò, lui era un galantuomo.
Ottimo articolo! Speriamo che tanti altri “scajola” si tolgano presto dai piedi…
Magari domani sera quando torno dal lavoro scopro che l’idraulico che stò aspettando da 15 giorni è venuto e ha riparato tutto ed in piu’ è stato pagato dal mio vicino che non vuole assolutamente essere rimborsato!
Scajola non è il piu’ disonesto, solo il piu’ sfigato.
T
Ne vedremo delle belle.
Grazie, direttore, per lo spassoso articolo
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