Nella terra di Coppi trionfa Pineau
Il francese sorprende il gruppo. Mentre Nibali conserva la “rosa”
Il Giro d’Italia ha attraversato le strade dei Campionissimi (Girardengo e Coppi) e le emozioni non sono mancate. Benché la frazione di ieri (da Novara a Novi Ligure) fosse priva di grandi difficoltà, e benché tutti si attendessero l’arrivo in volata, le cose sono andate diversamente.
E’ nata una fuga composta da quattro uomini: Voss, Arashiro, Pineau e Fouchrad. I battistrada hanno guadagnato diversi minuti dal gruppo, ma la situazione è sempre apparsa sotto controllo. In questi casi, infatti, il plotone lascia fare i fuggitivi, salvo destarsi dal torpore a una cinquantina di chilometri dall’arrivo e recuperare il distacco.
E’ andata così anche stavolta. Almeno in parte. Il gruppo, infatti, si è messo a tirare come un forsennato rosicchiando, chilometro dopo chilometro, secondi preziosi ai fuggitivi. A due chilometri dall’arrivo li avevano a tiro, sembrava che li avrebbero potuti riprendere da un momento all’altro, ma non è andata esattamente così: i quattro, anziché arrendersi come di solito accade, hanno continuato a “menare” le danze, sono arrivati all’ultimo chilometro e li avevano a pochi metri di distanza. Ma qualcosa, evidentemente, non è andato come nei piani, visto che Pineau ha lanciato la volata e, quasi miracolosamente, è riuscito a battere tutti gli altri. Il gruppo, insomma, ha rimontato: ma solo dopo l’arrivo.
Per la maglia rosa è stata una giornata di relativa calma. Nibali ha viaggiato protetto dai suoi compagni di squadra, controllando benissimo la corsa. In serata ha portato la maglia sulla tomba di Fausto Coppi, come un gesto di ricordo e un buon auspicio per il futuro. Il Giro si appresta a concludere la sua prima settimana, la più semplice. L’unica incognita riguardo il corridore siciliano è se riuscirà a reggere il passo dei migliori sulle terribili salite alpine dell’ultima settimana.
Davide Falcioni


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