Migranti, l’Italia li respinge. Da un anno
La replica del portavoce di Amnesty International al ministro Frattini
Riceviamo dal portavoce della sezione italiana di Amnesty International, Riccardo Noury, e volentieri pubblichiamo la sua replica alle affermazioni del ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha recentemente definito “ignobile” il Rapporto 2010 dell’Associazione in merito alle osservazioni nei confronti dell’esecutivo italiano sulle politiche di accoglienza verso rifugiati e richiedenti asilo.
Il ministro Frattini ha ragione nell’affermare una politica di salvataggio di vite umane in mare.
Ma questa è cessata il 6 maggio 2009, coi primi respingimenti di migranti e possibili richiedenti asilo verso la Libia: almeno 800 persone tra cui donne anche in stato di gravidanza, minorenni e persone in fuga dal Corno d’Africa. Quanto alle forze di polizia, Amnesty International non ha mai criminalizzato l’istituzione in quanto tale.
Riforme complessive, tra cui l’istituzione di organismi di monitoraggio indipendenti, procedimenti giudiziari rapidi e l’introduzione del reato di tortura nel codice penale aiuterebbero ad accertare e punire e responsabilità individuali di funzionari dello Stato, nell’interesse di tutti, in primo luogo delle vittime e dei loro familiari ma anche delle stesse forze di polizia.
Riccardo Noury
Portavoce della sezione italiana di Amnesty International



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