La manovra ‘lacrime e sangue’
Il governo prepara la stangata e Tremonti dice: “Non aumenteremo le tasse”.
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha parlato ieri dei tagli alla spesa pubblica ed ha detto: “Non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini, e non aumenteremo le tasse”. Poi ha aggiunto: “Dobbiamo ridurre la spesa pubblica ma le persone normali non avranno nulla da temere. Ci saranno solo un po’ meno di falsi invalidi e meno veri evasori”.
Ma le cose potrebbero essere ben diverse. La manovra dovrebbe essere pari allo 0,8 per cento del pil nel 2010 e altrettanto nel 2011, ovvero di circa 25 miliardi di euro. Una cifra enorme.
Secondo una bislacca tesi, Tremonti ha sostenuto che “meno soldi pubblici vuol dire meno corruzione” ed ha spiegato che nella manovra estiva “ci saranno misure di grande interesse ed efficacia sulla spesa pubblica: la nostra impressione è che ci siano vaste aree di spesa improduttiva che può essere ridotta senza produrre effetti recessivi”.
Tra gli esempi citati dal ministro i trasferimenti ai comuni (15 miliardi di euro l’anno) o gli interventi per gli invalidi. “Non neghiamo il diritto acquisito a un invalido, ma ci sono margini per intervenire senza produrre cadute di crescita” ed ha annunciato che oggi incontrerà il presidente del Consiglio per illustrargli la linea che intende seguire.
Insomma, dopo i tagli alla scuola, alla sanità , alla ricerca adesso cos’altro sarà ‘ridimensionato’?.
Per Rossana Dettori, segretaria generale della Fp Cgil, l’azione del governo sarà “una mannaia per dipendenti e pensionati” ed ha dichiarato: “Se vengono confermate le indiscrezioni, ancora una volta il governo Berlusconi, con una manovra economica che definisce ‘lacrime e sangue’, colpisce i più deboli, c’è la crisi economica da far pagare ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, da tempo abituati a pagare per i più abbienti. Si accanisce, come al solito, contro i lavoratori pubblici, con il blocco totale del turn-over, il blocco degli aumenti contrattuali, l’azzeramento del salario accessorio, i tagli agli enti locali, lo slittamento delle liquidazioni delle pensioni e per finire il taglio alla sanità . In tutto questo scempio dobbiamo subire anche la presa in giro del ministro Calderoli, che propone il taglio del 5 per cento dello stipendio di ministri e parlamentari. Signor ministro, perchè non propone il taglio del 50? Tanto con quello che vi resta vivrete sempre meglio di un dipendente pubblico!”.
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, invece ha sostenuto che “non sappiamo nulla sui conti, bisogna chiedere ai servizi segreti” ed ha invocato chiarezza sulla situazione dei conti pubblici.
“Da mesi ormai c’è uno solo che conosce i conti, poi arriva un decreto e si conosce la situazione. Niente può essere fatto di accettabile senza l’illustrazione della situazione”.
Insomma, il regno dei balocchi raccontato da Berlusconi è sempre più indebitato e come sempre a pagare le conseguenze del disastro saranno come sempre i soliti noti.
Mentre per altri le case arrivano a prezzi di saldo. Chissà perchè?

Non corrisponde al vero l’affermazione che non verranno aumentate le tasse. Nell’assoluta indifferenza infatti, qualche giorno fa è stata aumentata di un centesimo l’accisa sui carburanti. Si sa che le tasse sulla benzina sono le uniche che sono certi di prendere. Ma la lotta all’evasione fiscale e ai falsi invalidi, non dovrebbe essere la norma? Ai veri evasori fiscali viene applicato un bel condono sotto forma di scudo fiscale, mentre i falsi invalidi non costano a questo stato certo più di tutti gli enti inutili istituiti per sistemare amici e parenti.
[...] rating, cioè sulle valutazioni, degli stati stessi, e di come questi avessero dovuto improvvisare manovre di lacrime e sangue per risistemare i loro bilanci disastrati. L’interrogativo con cui ci siamo lasciati un mese [...]
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