La Gelmini e i privilegi delle donne
Polemiche sul diritto alla maternità Â
“La gravidanza è una cosa unica, è proprio come dicono. Uno stato di beatitudine che dà una forza incredibile, che non conoscevo. Ti senti più forte di prima. Anch’io, come la D’Amico, ho più facilità di altre donne a tornare subito a lavorare senza trascurare mia figlia. Ma non vuol dire non essere una buona mamma, dovrebbero farlo tutte”.
Così spiegò la neomamma e ministra Maria Stella Gelmini, che all’obiezione in merito al fatto che “le donne normali che lavorano dopo il parto sono costrette a stare a casa” ha replicato: “Lo giudico un privilegio. Una donna normale deve certo dotarsi di una buona dose di ottimismo, per lei è più difficile, lo so; so che è complicato conciliare il lavoro con la maternità , ma penso che siano poche quelle che possono davvero permettersi di stare a casa per mesi. Bisogna accettare di fare sacrifici”.
Dichiarazioni che hanno sollevato nei giorni scorsi un piccolo polverone (francamente inadeguato rispetto alla portata della polemica sollevata dalla ministra), ma la novità consiste nella levata di scudi di alcuni siti “femminili” non schierati a priori, come ad esempio www.mammeacrobate.com.
“Ci penso e ci ripenso – si legge nel testo d’apertura in home page, non firmato e dunque attribuibile presumibilmente all’amministratrice del sito – tento di capire cosa possa spingere una neomamma a rilasciare una simile dichiarazione (ahimè, le motivazioni credo siano palesi ma…), provo a ripetermi che il potere e la politica NON possono azzerare l’istinto e il senso materno di una donna, mi sprono a pensare che dopo pochi giorni dal rientro a casa dall’ospedale i pensieri che si accavallano nella mente di una donna sono tanti, molti, incasinati e a volte sfuocati ma tutti egualmente LONTANI da tutto ciò che è ALTRO da quella creatura piccola e fragile che abbiamo appena messo al mondo. E penso e ripenso a quando sono tornata a casa dall’ospedale con mia figlia tra le braccia, alle paure e alle ansie di quelle prime settimane, ai pianti e alle poppate, all’odore della sua pelle, a quei ciuffi di capelli morbidi come l’ovatta, a quelle guance screpolate e al profumo dell’olio che le spalmavo. E penso a ripenso all’angoscia che ho provato quando a 4 mesi l’ho lasciata ad un’altra persona per diverse ore ogni giorno perchè dovevo tornare al mio lavoro, a quella sensazione di star facendo qualcosa di INNATURALE proprio nel senso di CONTRO NATURA perchè a pochi mesi il legame con la propria figlia è ancora così fragile, necessita di tempo, di cura, di amore, di dedizione per poter crescere, per diventare forte e indissolubile”.
Così continua l’autrice: “Rifletto e mi chiedo: ma che messaggio si vuol dare alle donne? Che la devozione al lavoro e al sacrificio deve essere più forte della devozione verso il proprio figlio e la famiglia? Che va benissimo se dopo pochi giorni torni a lavoro, interrompi quel legame che si sta creando con tuo figlio, affidi anche solo in parte il tuo neonato alle braccia di altre persone e distogli la tua mente da lui? Questo è il messaggio che il Ministro Gelmini vuole che arrivi alle future mamme? Questa è un’offesa per tutte noi, mamme che lavorano o che hanno DOVUTO smettere di lavorare perchè la CONCILIAZIONE in Italia fa schifo, è inesistente, perchè chiedere un part time e ottenerlo sembra un’impresa titanica, perchè se lavori in agenzia fino alle 22 sei un ottimo e responsabile professionista, se invece alle 17 stacchi sei solo un impiegatuccio. E’ offensivo rinnegare addirittura il diritto all’accudimento del proprio figlio che la legge impone in quanto stiamo parlando di Congedo di Maternità Obbligatorio. Cosa non è chiaro in queste parole? Sfugge forse il significato di OBBLIGATORIO? Come è possibile dopo 10 giorni dal parto tornare a concentrarsi sul lavoro? Con gli ormoni ancora ballerini, con perdite abbondanti e crampi a utero e ovaie, con il seno indolenzito da una montata lattea fresca fresca, ce ne vogliamo dimenticare forse? Chi a 10 giorni dal parto avrebbe preso in considerazione di tornare in ufficio quando persino andare al supermercato a volte sembra impegnativo quanto un debutto in società ? E mi fermo qui…”.
La missiva si conclude con un appello: “Credo fermamente che queste dichiarazioni non possano non ricevere risposta da parte di noi “mamme normali”, credo che ognuna di noi abbia il DOVERE e il PRIVILEGIO di far sapere la propria opinione a riguardo. Perchè da questo Paese ci aspettiamo in realtà molto altro e non dichiarazioni – ironia della sorte proprio a ridosso del 1 maggio e della Festa della Mamma – che pongono i diritti di bambini e di mamme in totale secondo piano rispetto al dovere verso il lavoro”.
Seguono vari commenti delle mamme frequentatrici del sito, talune preoccupate, altre indignate.


Lascia un commento