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Italia, la laicità negata

Autore: . Data: martedì, 4 maggio 2010Commenti (0)

Tra Sindone e Ru486, le pressioni della Chiesa

Chiesa e politica: il binomio in Italia resta irrisolto e si ripropone ciclicamente, alla vigilia della scelta di destinazione dell’8 per mille e ogni volta che il Parlamento discute di misure o provvedimenti che hanno a che fare con l’etica (vale a dire, secondo una curiosa interpretazione, con la “morale cattolica”).

E mentre gli schieramenti tirano il Vaticano per la giacchetta, fa da contraltare il totale disinteresse dell’opinione pubblica verso il tema della ricerca scientifica che, guarda caso, ha subìto ulteriori tagli con l’ultima Finanziaria.

“E’ una situazione surreale – ha commentato ieri l’astrofisica Margherita Hack – la classe politica non si rendono conto dell’importanza di ricerca, università e scuola per la società dei cittadini. Sono subordinati al Vaticano. L’esempio della Ru-486 è il segnale di una situazione assurda: l’Italia è un Paese laico e non si possono togliere i diritti ai non credenti. Eppure ci sono difficoltà per i testamenti biologici e mostriamo di avere un governo e una classe politica arroganti e ignoranti”.

Di riflesso, il tema tocca il controverso rapporto tra scienza e fede, tornato di attualità con l’esposizione della Sindone a Torino. “Anche qui – sostiene l’astrofisica – si evincono segni di ignoranza scientifica che ci porta a un livello da Paese sottosviluppato. La scienza si basa sull’osservazione e sulle leggi che regolano il mondo. Se le prove al carbonio 14 hanno dimostrato che la Sindone è un falso, bisogna prenderne atto. Il credente può credere nella scienza, altrimenti sarebbe come per Galileo: allora si pensava che il Sole girava intorno alla Terra perché così era scritto sulla Bibbia. Invece la scienza ha il suo metodo che può valere per tutti: si basa sull’osservazione, mentre la religione sulla fede. Ognuno è libero di credere in quello che vuole, ma non può negare i dati”.

Dunque, resta inevaso il tema della laicità: “Oggi come oggi – è la laconica conclusione di Margherita Hack – non viviamo in uno Stato laico perché la classe politica è succube del Vaticano e vengono fatte leggi per non offendere la Chiesa o per favorirla: per esempio, l’esenzione dall’Ici di alcuni edifici religiosi che in realtà in molti casi sono commerciali, oppure i professori di religione che vengono pagati dallo Stato e che in graduatoria scavalcano anche gli altri professori”.

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