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Intercettazioni: in nome dei criminali

Autore: . Data: mercoledì, 19 maggio 2010Commenti (0)

La corruzione dilaga, le mafie controllano parte del territorio ed il governo impedisce di fatto le indagini.

La Commissione Giustizia del Senato ha assestato per conto del governo il colpo mortale ad ogni speranza di sradicare malgoverno e crimine organizzato dal nostro Paese.

In questi giorni Berlusconi ed i suoi uomini stanno imponendo le nuove regole per sottoporre a controllo le conversazioni di criminali e corrotti.

Per comprendere la ‘filosofia’ del centro destra è interessante una dichiarazione di Daniela Santanchè, sottosegretario all’Attuazione del Programma, che ha affermato: “Che senso ha intercettare un mafioso mentre parla con la madre? È un abuso”.

Per rispondere alle critiche immediatamente arrivatele, la rappresentante del governo ha ribattuto: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. La divulgazione di intercettazioni che riguardano la sfera intima e privata della persona, e non i reati per i quali l’intercettazione è stata disposta, rappresenta un’inaccettabile violazione della privacy e dei diritti delle persone. Non le parole, ma i fatti, dimostrano che questo governo, ogni giorno, sta dando ampia prova di come si combatta la mafia senza sconti ed esitazioni: i risultati degli arresti parlano da soli. Il resto sono polemiche inutili che non possono trovare spazio”.

Presto, come desiderano il Cavaliere, Santanchè ed il Pdl, la privacy di chi delinque o di quei rappresentanti dei cittadini che mettono in atto comportamenti discutibili e censurabili sarà salva.

Gli investigatori per poter ascoltare le conversazioni di un killer o di un ministro che intasca tangenti  dovranno disporre di “gravi indizi di reato”. I poliziotti ed i giudici, “sulla base di specifici atti di indagine”, ovvero già sapendo quello che stanno per ascoltare, potranno ottenere le autorizzazioni necessarie e solo se in possesso di “concreti elementi per ritenere che le relative condotte siano direttamente attinenti ai medesimi fatti”.

Inoltre gli inquirenti dovranno ottenere l’autorizzazione ad intercettare dal tribunale del capoluogo del distretto in composizione collegiale ed il pm avrà l’obbligo di applicare le stesse disposizioni che servono nella valutazione della prova. Insomma, nel caso un collaboratore di giustizia fornisca dei dettagli importanti su qualcuno, prima di procedere bisognerà essere certi della assoluta fondatezza delle cose rivelate.

Inoltre, i giornalisti non potranno pubblicare notizie sulle indagini in corso fino a quando non saranno concluse le investigazioni e depositati gli atti, per cui i cittadini saranno tenuti all’oscuro di fatti rilevanti che riguardano la vita del Paese.

In pratica, il caso Scajola sarebbe rimasto ‘segreto’ ed il ministro al suo posto, come le richieste di arresto per alcuni parlamentari sospettati di reati vari. Se poi, durante una indagine su un crimine, uno degli intercettati dovesse far cenno ad altro crimine estraneo all’inchiesta per la quale è stato messo sotto controllo le sue parole non potranno essere utilizzate.

I tempi di approvazione del provvedimento saranno rapidissimi, perchè il governo ha deciso un calendario fittissimo di riunioni per raggiungere il traguardo in poche settimane.

L’opposizione si è fino ad oggi ‘sforzata’ di ottenere ‘miglioramenti’, ma senza alcun successo. Mentre i celtico-padani della Lega, sempre pronti alla ‘tolleranza zero’ nei confronti di poveracci, migranti e ladri di polli in questo caso è totalmente d’accordo con le truppe berlusconiane.

I cittadini, nel frattempo, poco o nulla sanno di tutto questo, perchè sebbene la stampa ne parla, al contrario telegiornali e programmi tv tacciono senza fornire alcuna informazione sull’argomento.

La degenerazione della democrazia italiana in regime è da tempo in atto, ma l’idea di voler garantire il crimine in nome della privacy pare davvero superare ogni più irragionevole perversione.

Solo la mobilitazione dei cittadini potrà rompere l’ormai inarrestabile degrado della vita pubblica nazionale, ma nulla accadrà.

La strategia della trash-tv ha colpito anche le forze politiche democratiche, che non sono più in grado di parlare agli italiani per spingerli a difendere i diritti. E così al vuoto pneumatico di idee del centro sinistra si aggiunge la sua assoluta incapacità di organizzazione politica.

Il vortice nel quale sta precipitando l’Italia sembra inarrestabile, come sembra del tutto inutile richiamare gli italiani al senso di responsabilità.

In condizioni diverse, molti anni fa, solo la mobilitazione di milioni di persone salvò il Paese dalla follia del terrorismo, isolando chi voleva sovvertire le istituzioni.

Oggi le cose sono diverse, ma i pericoli appaiono altrettanto seri. Perchè la corruzione ed il crimine organizzato sono malattie terribili, in grado di distruggere una nazione. E se non sarà più possibile combatterli tra qualche mese una immonda ‘cricca’ di malaffare trafugherà impunita le risorse di un popolo intero, distruggendo quel che resta dello Stato di diritto.

Arriva la Tortuga italiana.

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