Il Giro inizia a risalire l’Italia
Oggi all’Aquila omaggio ai terremotati
Il Giro d’Italia ritrova finalmente il sole, dopo un avvio fortemente segnato dal maltempo, che ha contribuito non poco a scombussolare la classifica generale, soprattutto nella tappa storica di Montalcino, quando la maglia rosa Nibali è finito a terra, accusando al traguardo un ritardo di due minuti.
Siamo praticamente al giro di boa. Ieri la carovana è arrivata a Bitonto e, forse per la prima volta dopo nove tappe, i corridori non si sono affrontati a muso duro su ogni cavalcavia. La frazione, infatti, è stata percorsa da tutti ad un’andatura regolare, perfetta per i velocisti. A vincere è stato infatti Tyler Farrar, uomo della Garmin che ha già trionfato a Utrecht. Tra gli italiani ancora una delusione, visto che l’unico a raccogliere un piazzamento è stato Sabatini (terzo). Per il resto nulla da segnalare, visto che la classifica è rimasta praticamente invariata.
Oggi, però, qualcosa di interessante potrebbe accadere. Si parte da Lucera, si arriva a L’Aquila per un doveroso omaggio ai terremotati abruzzesi. Sono 262 chilometri, la frazione più lunga dell’intera corsa a tappe.
Bisognerà fare molta attenzione perché non ci sarà neppure un metro di pianura. Le salite di Rionero Sannitico, Roccaraso e Campo di Valle, oltre agli ultimi strappi arrivando a L’Aquila, strizzano l’occhio non poco agli attaccanti. E poi ci saranno discese molto tortuose, che potrebbero strizzare l’occhio a un fenomeno delle picchiate come Vincenzo Nibali, terzo in classifica generale con poco più di un minuto e mezzo di ritardo da Vinokourov.
Da oggi, dunque, si comincia a risalire l’Italia. Le montagne si avvicinano sempre più. E il kazako in maglia rosa farà meglio a non stare troppo tranquillo.
Davide Falcioni


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