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Gli italiani tra i meno pagati tra i Paesi industrializzati

Autore: . Data: mercoledì, 12 maggio 2010Commenti (2)

Berlusconi è ricchissimo, non così i cittadini. Al 23mo posto nell’Ocse.

In Italia nel 2009 i salari si sono confermati tra i più bassi dei Paesi dell’Ocse, inferiori del 16,5 per cento rispetto alla media dei trenta membri dell’Organizzazione. Lo ha rivelato il Rapporto ‘Taxing Wages’ diffuso ieri a Parigi, in cui l’ex Belpaese è al 23mo posto per quanto riguarda gli stipendi.

In media in Italia, secondo i dati Ocse, un lavoratore single senza carichi di famiglia ha avuto nel 2009 un salario annuale netto di 17.283 euro rispetto i 20.710 della media Ocse. Ancora più forte è il nostro ritardo rispetto all’Unione Europea, dove i salari sono in media di  22.325 euro.

Nel caso di lavoratore con famiglia mono-reddito, con a carico coniuge e due figli, il salario netto degli italiani sale a 26.470 euro, ma rimane comunque al 23mo posto della classifica su  Ai vertici della classifica, nel caso di lavoratore single, la Corea del Sud, con un salario medio di 31.533 euro, mentre all’ultimo posto il Messico con 7941 euro. Nel caso di lavoratore con coniuge e due figli a carico, il salario medio più alto si registra in Lussemburgo con 39.608.

In sintesi in Italia si guadagna meno che negli Stati Uniti o in Germania, Francia, Inghilterra, ma anche di Grecia, Irlanda e Spagna.

Per quanto riguarda la disoccupazione, nel primo trimestre 2010 il tasso italiano è salito all’8,6 per cento, con un aumento dell’1,2 rispetto allo stesso periodo del 2009. Nel nostro Paese ha specificato l’Ocse, il tasso di disoccupazione a marzo è salito all’8 per cento, in aumento dello 0,2 rispetto a febbraio e dell’1 rispetto allo stesso periodo del 2009.

Nei 30 Paesi membri dell’organizzazione, ha spiegato ancora l’organizzazione parigina, il tasso di disoccupazione a marzo è rimasto stabile all’8,7.

Sul fronte tasse gli italiani sono poi tra i più colpiti al mondo, soprattutto i single. Il carico da noi è di 10 punti superiore alla media dei Paesi industrializzati. Un dipendente non sposato con un reddito medio percepisce una remunerazione netta che è inferiore al 55 per cento del costo del lavoro sostenuto dal datore di lavoro e ai contribuenti con reddito elevato resta un salario netto inferiore al 50. Nel primo caso il cuneo fiscale (imposte sul reddito più contributi previdenziali) è del 46,5 per cento come nel 2008, il sesto più pesante tra i Paesi industrializzati.

Per il single ad alto reddito il cuneo è del 51,5 per cento (51,6 nel 2008), il quinto più elevato nell’area Ocse. Da rilevare poi l’alta incidenza dei contributi pagati dal datore di lavoro: nel caso del single con reddito medio è di 24,3 punti, la quarta più elevata tra i Paesi avanzati.

Va meglio per le famiglie: il nucleo composta da un genitore con due figli con una remunerazione pari al 67 per cento del reddito medio ha sostenuto una pressione fiscale più leggera nel 2009 (25 per cento contro 25,5 nel 2008), ma pur sempre maggiore di circa 8 punti alla media Ocse.

Per una famiglia monoreddito con 2 figli il cuneo fiscale è stato del 35,7 per cento (-0,4 dal 2008) contro la media Ocse del 26. Nel caso della famiglia con due figli dove lavorano entrambi i genitori, il cuneo è rimasto del 38 per cento nel caso il secondo salario sia ‘leggero’ ed è del 41,3 se il secondo salario è più consistente. In ogni caso si resta a 10 punti dalla media Ocse.

Il Paese bellissimo che racconta il governo è molto lontano dalla realtà. E molti cittadini non sembrano accorgersene.

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