Caso Gugliotta: quatto agenti interrogati
Dopo il pestaggio documentato da un video il ragazzo resta in prigione, ma la Procura apre una inchiesta.
Quattro agenti sono stati sentiti ieri nell’ambito dell’inchiesta sull’aggressione subita da Stefano Gugliotta mercoledì 5 maggio dopo la finale di Coppa Italia Inter-Roma. Gli esponenti delle forze dell’ordine sono stati ascoltati ‘come persone informate sui fatti’ dal pm Francesco Polino e sono tra coloro che sono intervenuti nelle varie fasi dell’arresto del 25enne.
I poliziotti sono stati accompagnati in Procura da una dirigente del commissariato Prati. In quegli stessi uffici nel pomeriggio sono stati sentiti alcuni dei testimoni indicati dal legale del giovane, l’avvocato Cesare Piraino, nonché i genitori del ragazzo.
Sebbene il video non lasci spazio a dubbi, Gugliotta è ancora recluso a Regina Coeli con l’accusa di violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.
Intanto emergono altri fatti sconcertanti. Daniele Luca ha dichiarato: “Sono stato malmenato dalla polizia all’Olimpico”. Il ragazzo, di 25 anni, secondo il radicale Mario Staderini, ha raccontato di essere stato anche lui aggredito la sera di Inter-Roma “dagli agenti e investito da quella che con ogni probabilità era un’auto civetta della polizia mentre cercava di divincolarsi”. “Trattenuto nelle celle dello stadio, Daniele Luca sarebbe stato portato in ospedale, nonostante le sue continue richieste, solo alle sei del mattino dopo, una volta arrivato nel carcere di Regina Coeli, Daniele ha rischiato davvero di rimanere paralizzato”.
L’avvocato Lorenzo Contucci, che segue il caso, ha confermato il racconto fatto dal politico radicale, aggiungendo che il ragazzo ha riportato la frattura di una vertebra con 30 giorni di riposo. Sulle modalità dell’episodio il legale ha aggiunto: “Era la quarta volta che Daniele andava allo stadio e ha avuto la sfortuna di indossare una maglietta rossa al pari di due altri arrestati. Dal momento che l’autore della sassaiola contro gli agenti aveva questa maglietta rossa, si è scatenata una caccia a chiunque vestisse una maglietta dello stesso colore”. Anche in questo caso un video mandato mandato in onda dalla Rai mostra una auto che investe un giovane, secondo alcune testimonianze proprio Luca.
In una nota Franco Maccari segretario del sindacato indipendente di polizia Coisp ha sostenuto: “Non siamo qui per giustificare nessuno, nè per sollevare dalle sue colpe chi avrà responsabilità accertate: è interesse dell’intera categoria accertare la verità ”, sottolineando però che “l’eventuale errore di pochi non può compromettere il lavoro che quotidianamente svolgono migliaia di rappresentanti delle forze dell’ordine”.
Per Maccari “se di verità deve trattarsi vogliamo che verità sia. Non ci piacciono i proclami, soprattutto politici, di chi guarda passare per giorni e giorni sotto i propri occhi le immagini dei frequenti scontri dentro e fuori gli stadi, durante i quali i bilanci sono quasi sempre a sfavore delle forze di polizia e non prende posizioni dure nei confronti delle società che, come è noto, molte volte foraggiano e fiancheggiano anche le frange più estreme dei tifo organizzato”. Ha aggiunto segretario del Coisp: “È inconcepibile che, in una società che si definisce civile, una partita di calcio diventi l’occasione per innescare una guerriglia urbana. E questo non è un problema di polizia, ma un fatto politico e di regole, da stabilire a priori e non dopo”.
Il sindacalista, tuttavia, non ha ricordato come negli ultimi mesi gli episodi di violenza da parte di esponenti delle forze dell’ordine (tutte) ai danni di cittadini si stiano moltiplicando, aprendo seri problemi di rispetto dei diritti civili in Italia.
Infine il senatore dell’Idv Stefano Pedica, dopo aver incontrato i giovani arrestati la sera di mercoledì 5 maggio nel penitenziario di Regina Coeli ha sostenuto: “Va disposta la scarcerazione immediata di Stefano Gugliotta e dei due studenti abruzzesi, Stefano Carnesale ed Emanuele De Gregorio, che sono stati arrestati dopo la partita Roma-Inter. Queste persone nulla hanno a che vedere con gli scontri e le violenze avvenute. Sono ragazzi incensurati è assurdo che ancora rimangano in cella. Li ho visti molto provati per quel che li coinvolge. Spero che i magistrati decidano presto. Dietro le sbarre non ci devono stare gli innocenti”.
La giustizia italiana, in casi di questa natura, mostra tutti i suoi gravissimi limiti, poichè non è accettabile la detenzione di persone che senza alcuna colpa hanno avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.
Per loro, ‘italiani semplici’, non ci sono ‘legittimi impedimenti’ e ‘garantismo’. E neppure presunzione di innocenza, visto che sono ancora dietro le sbarre.


LA LEGGE :
QUELLA CHE NON E’ UGUALE PER TUTTI !
Come mai questi Delinquenti – Teppisti non sono stati arrestati ?
Forse perchè indossano una divisa ? Come quelli che hanno pestato Stefano Cucchi ?
In Italia dov’è finita la Giustizia esiste anche un Lodo Forze -Armate ? Mi sa tanto che abbiamo già sforato di molto la legalità e che ciò è di molto pericoloso !
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