Bertolaso nella bufera
Si susseguono voci di dimissioni per il superman delle sciagure. Lui smentisce, ma i tempi sembrano maturi.
In affanno Guido Bertolaso ha ribadito che la fine del suo mandato alla guida della Protezione Civile non sarà in alcun modo legato all’inchiesta della procura di Perugia sugli appalti. “Esiste un percorso già disegnato da tempo e condiviso con il presidente del Consiglio dei ministri – ha spiegato – quando sarà portato a termine, con l’assunzione dei giovani precari, la nomina dei dirigenti e la definizione di una road map per la missione di una realtà ammirata e rispettata a livello internazionale, allora finalmente potrò togliere il disturbo”.
Poi ha aggiunto: “Nessuna fuga anzi tempo, nessun abbandono improvviso, nè dimissioni anticipate”, ma solo “il desiderio di far crescere sempre più i nostri giovani e la voglia di mettersi in discussione su altri terreni, forse ancora più problematici di quelli coltivati fino ad oggi”.
Il ‘commissario straordinario’ di qualunque sciagura, grande evento o accadimento fosse indispensabile affrontare in Italia con ‘procedure semplificate’ sembra essersi dimenticato della commozione che l’aveva colto alla fine del mese di gennaio, quando Silvio Berlusconi disse di lui: “Dopo quello che ha fatto all’Aquila, farlo ministro è il minimo che possiamo fare”. In quel frangente Bertolaso sembrò asciugarsi gli occhi per le lacrime indotte dall’emozione.
Intanto il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi, ha sostenuto che “gli scandali che hanno travolto la Protezione Civile impongono cambiamenti radicali ai vertici: Bertolaso deve farsi sa parte e la ‘cricca’ va smantellata pezzo per pezzo. È inconcepibile che dopo tutto quel che è uscito fuori nulla sia cambiato ai vertici statali di quel sistema”.
Per l’esponente dipietrista “il governo non ha mosso un dito per ripristinare legalità e trasparenza, ha solo coperto uomini che non possono più ricoprire incarichi pubblici, nè di responsabilità . Il verminaio degli appalti per il G8 e per il terremoto è una vergogna per lo Stato ed un danno economico che ancora una volta ricadrà sui contribuenti onesti”


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