Affinché il cibo non ci divori
Carlo Petrini presenta a Roma “Terra madre”
“Nel sistema agro-alimentare industriale che domina il Pianeta il cibo è diventato una merce come tutte le altre, il cui prezzo è stabilito da regole di mercato disumane, senza badare alla qualità e senza rispettare chi lo produce. In questo mondo di valori capovolti è il cibo che ci mangia: un cibo omologato, seriale, globale e poco naturale che inquina la Terra causando gravissimi danni all’ambiente e alla Natura, dalle campagne fino alle odierne megalopoli”. A partire da questo principio Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ha da poco mandato alle stampe “Terra Madre, come non farci mangiare dal cibo”, edito da Giunti.
Il libro verrà presentato a Roma giovedì 20, alle 16.30, alla sala Petrassi dell’Auditorium Parco della musica: insieme all’autore, interverrà il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno. E l’iniziativa editoriale è inserita nel contesto della Settimana della Biodiversità , organizzata da Bioversity International in collaborazione con Slow Food Italia, proprio a Roma dal 20 al 23 maggio.
Nel rispetto della biodiversità è necessaria, secondo Petrini, “un’alleanza tra chi produce il cibo e chi poi lo mette in tavola: tra tutti coloro che nel mondo riconoscono il grande valore politico, economico e culturale del cibo”. ‘Terra Madre’ è anche il nome di un “nuovo soggetto politico, che si batte per un rapporto vitale tra la Terra e gli esseri che la abitano, un soggetto interconnesso e attivo ovunque per contrastare lo strapotere dell’agrobusiness internazionale”.
Per il fondatore di Slow Food “le comunità del cibo possono giocare un ruolo centrale nel creare un dialogo costruttivo tra chi produce e chi mangia, riequilibrare il rapporto tra l’uomo e la terra, ridare al cibo il giusto valore”. Si tratta dunque di tornare a “riconquistare la sovranità alimentare partendo dall’alleanza tra i produttori e i consumatori”.


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