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Slow wine, dalla vigna al bicchiere

Autore: . Data: martedì, 13 aprile 2010Commenti (0)

Presentata la Guida: “Il vino? Veicolo per descrivere il territorio”

Ecco ‘Slow Wine’, la nuova guida ai vini italiani di ‘Slow Food’: uscirà in ottobre, ma è stata presentata in anteprima nazionale alla fiera Vinitaly di Verona. “Questa guida – ha spiegato Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia – è figlia dei numerosi stimoli che continuamente ci giungono dagli amanti del vino della nostra rete associativa: l’enologia è sempre presente nel pensiero e nelle iniziative Slow Food. Sottolineiamo che questa pubblicazione è solo una parte del nostro impegno dedicato alla vitivinicoltura: abbiamo infatti altre iniziative editoriali, i ‘Master of Food’, il sito slowine.it, ripartiranno i Presìdi del vino, il vino è protagonista in tutti gli eventi dell’associazione”.

Ha aggiunto Marco Bolasco, direttore Slow Food Editore: “‘Slow Wine’ è anche il frutto del notevole sforzo e lavoro della nostra casa editrice, con l’impiego di risorse e intelligenze nuove e un partner importante come Giunti. A riprova di questo voglio annunciare che ci saranno le edizioni in inglese e tedesco, il formato elettronico e le relative applicazioni per smartphone, e il libro avrà grafica e linguaggio innovativi”.

‘Slow Wine’ uscirà con una presentazione ufficiale il 20 ottobre, durante un’anteprima del Salone Internazionale del Gusto, in programma dal 21 al 25 ottobre a Torino.

“Era necessaria – ha sostenuto Giancarlo Gariglio – una riflessione e un sostanziale cambiamento nell’affrontare il mondo vino, un panorama molto dinamico. Secondo noi bisogna spostare l’attenzione dal mero bicchiere a tutto ciò che sta dietro, a partire dalle cantine, per avere una valutazione completa, precisa e affidabile. ‘Slow Wine’ scaturisce da questo nuovo approccio, grazie al quale il vino è diventato veicolo per descrivere il territorio”.

Le cantine visitate sono state circa duemila, con il coinvolgimento di più di 150 collaboratori. “Abbiamo voluto mettere in campo – ha continuato Gariglio – una diversa metodologia di valutazione, che si basa su tre parametri: rapporto qualità prezzo, eccellenza del prodotto e vicinanza alla ‘filosofia Slow Food’ nelle pratiche dell’azienda (ecosostenibilità, legame con il territorio, valori socio-culturali quali il recupero di vitigni autoctoni o impianti tradizionali, appartenenza a realtà territoriali particolari quali ad esempio la montagna). Speriamo così di riuscire a esplicitare il vino in tutta la sua complessità, valore e peculiarità unici. E con i tre parametri valuteremo anche le cantine. Non utilizzeremo però punteggi, ma giudizi. Un metodo che garantisce completezza e profondità alla valutazione per conoscere gli uomini, le vigne e i vini, le tre parole chiave di Slow Wine».

Slow Wine, ha affermato il secondo curatore della guida, Fabio Giavedoni, “si basa sulle visite in cantina per un rapporto diretto con i produttori, ma non si sono abbandonate pratiche assodate. Successivamente infatti si passerà alla fase dell’assaggio, che si svolgerà in maniera tradizionale (alla cieca). Novità e continuità accompagnano così il giudizio. Nelle schede ci saranno inoltre ‘carte d’identità’ delle cantine con le informazioni che i vignaioli ci hanno fornito sotto propria responsabilità, una sorta di autocertificazione, ma con la garanzia del rapporto che abbiamo instaurato con loro”.

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