Ragusa: un matrimonio conquistato
Sconfitto il divieto razzista di celebrare l’unione tra una cittadina italiana e un albanese.
Il sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, ha potuto celebrare il matrimonio tra una giovane di Ragusa, Eugenia Libro, 24 anni, e un coetaneo albanese, Egentian Mucaj, che il mese scorso era stato impedito, proprio quando il rito stava per cominciare alla presenza degli invitati, dal diniego dell’ufficiale di stato civile.
Il tribunale di Ragusa ha accolto il ricorso dei legali della coppia, disapplicando una circolare del ministero dell’Interno, collegata al recente decreto-sicurezza, che subordina il matrimonio di un cittadino straniero al possesso di un regolare permesso di soggiorno e, in caso di intervenuta scadenza, al fatto che il rinnovo sia stato chiesto prima di tale scadenza.
I giudici hanno motivato il provvedimento con la considerazione che “la libertà di sposarsi (o di non sposarsi) e di scegliere il coniuge in assoluta libertà , riguarda la sfera dell’autonomia e dell’individualità e, quindi, una scelta sulla quale lo Stato, che tutela la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, non può interferire”.
Per una volta il razzismo mascherato dei provvedimenti voluti dal governo di centro-destra è stato battuto. C’è da domandarsi tuttavia il motivo per il quale in Italia sia ormai necessario ricorrere alla magistratura anche per sposarsi. E poi si parla di crisi della giustizia.


Mi fa piacere che il ragazzo alla fine si e sposato
Si alla fine fa piacere a tutti, ma mi chiedo ci voleva tutto questo ???
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