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Quando edilizia fa rima con morte

Autore: . Data: lunedì, 12 aprile 2010Commenti (1)

Pesenti (Filca-Cisl): “Il calo di infortuni mortali è inferiore al calo del numero degli occupati. 

Il segretario generale degli edili della Cisl, Domenico Pesenti, ha commentato i recenti dati diffusi dall’Inail in merito ai cosiddetti “incidenti” sul lavoro. “Nei primi sei mesi del 2009 – ha ricordato Pesenti – gli infortuni mortali nei cantieri edili sono stati 98, il 3,9% in meno dello stesso periodo del 2008. Prendiamo atto del calo registrato ma non possiamo non notare che è di gran lunga inferiore al calo degli addetti, dovuto alla profonda crisi del settore”.

“La riduzione degli infortuni e dei casi mortali – ha osservato Pesenti – è certamente da attribuirsi alla buona azione dell’iter formativo per gli addetti dell’edilizia. Dal 1° gennaio del 2009 sono obbligatorie le cosiddette ’16 ore prima’, introdotte dal contratto del 2008. Ma riteniamo che il calo degli incidenti mortali sia dovuto anche alla fortissima contrazione del numero degli occupati”.

Insomma, ha proseguito, “si lavora molto meno ma si continua a morire, a dimostrazione che in periodi di crisi si registra sempre una minore attenzione all’antinfortunistica, ritenuta spesso solo un costo. La nostra valutazione, inoltre, è che la forte riduzione di occupati regolari nasconda un aumento dell’occupazione irregolare e del lavoro nero. Ora più che mai – ha concluso il leader degli edili Cisl – sono opportuni l’impegno di tutti ed iniziative forti a sostegno delle imprese che rispettano le normative sulla sicurezza, e l’esclusione dal mercato delle imprese irregolari”.

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Commenti (1) »

  • marta.c ha detto:

    Peccato che Pesenti faccia parte di un sindacato “complice” come vuole Saccon, il cui segretario Bonanni ha ricevuto una standing ovation dalla Confindustria a Parma per aver collaborato ed approvato “il collegato al lavoro” che favorirà l’aumento del precariato, il lavoro nero e la contrattazione individuale. L’unica ricetta del governo contro la crisi. Non ci sarà da stupirsi se i morti in futuro saranno di piu’

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