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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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Pd al delirium tremens

Autore: . Data: mercoledì, 14 aprile 2010Commenti (0)

Batosta anche nei ballottaggi, assenza di linea politica, mattane federaliste e distacco dalla realtà. La sinistra italiana non c’è più.

Chi capisce cosa stia accadendo nel partito democratico è bravo. La discussione interna è ormai un confuso sommarsi di posizioni spesso incomprensibili, mentre l’attività nel Paese è allo sbando.

Ha detto ieri i segretario Pier Luigi Bersani: “Dobbiamo organizzare una forte reazione, c’è in gioco l’Italia e il voto ha dimostrato una distanza molto forte tra i cittadini e la politica. Noi dobbiamo trovare il modo perchè il Pd possa essere più utile per il Paese” ed ja aggiunto: “Dobbiamo in primo luogo – ha spiegato Bersani – trovare misure organizzative che ci facciano esprimere meglio le forze del territorio e darci un’agenda che chiarisca il nostro sistema di idee che è alle fondamenta della nostra identità”. Ovvietà.

Riassumere le diverse ipotesi che in queste ore vanno dalle primarie al partito federale, dalle riforme istituzionali alle questioni del lavoro, dall’assetto interno ai gruppi dirigenti è materialmente impossibile.

Sembra di trovarsi di fronte agli invitati ad un matrimonio, che a metà pomeriggio completamente ubriachi, si agitano nella sala del banchetto tra una bevuta e l’altra.

Peccato che non ci sia nulla da festeggiare.

Dopo le elezioni regionali il centro destra ha dato ulteriore slancio al suo progetto di costruzione dell’Italia Spa, uno strano posto nel quale un tele popolo dovrebbe leggere un tele presidente che realizzerà un tele programma.

Perché al centro della proposta politica berlusconiana impera la propaganda, ma l’obiettivo reale è solo il controllo dello Stato. E la crisi sta travolgendo il mercato del lavoro, impoverendo le famiglie, colpendo senza pietà la piccola impresa e l’artigianato.

Il Palazzo appare come l’orchestra dei Titanic che suona mentre i passeggeri come formiche impazzite cercano una scialuppa di salvataggio e la nave affonda..

La qualità della vita in questo Paese si sta abbassando progressivamente, gli stipendi non consentono una esistenza serena. I costi dei servizi, dei carburanti, dell’energia elettrica, del telefono, dei condomini, dei beni di prima necessità divorano gran parte dei salari e centinaia di migliaia di cittadini non sanno come raggiungere la fine del mese.

Per i giovani non esistono prospettive di lavoro e quel poco che riescono a trovare è precario, sotto pagato, spesso frutto di rapporti clientelari e ricattatori.

Il distacco tra la vita reale e l’immaginario elaborato dai partiti non ha più limite. Intanto la televisione continua a vomitare notizie distorte, giochi a premi, reality show demenziali, intrattenimento di bassa lega, minando le residue capacità degli italiani a comprendere cosa stia realmente accadendo.

I ragazzi italiani non sanno chi è Galileo Galilei, quando è stata scoperta l’America, il nome del presidente della Repubblica, ma (solo per fare un esempio) in un articolo sull’Unità dal titolo “Solo così la sinistra potrà uscire dal deserto”, Laura Pennacchi ha scritto tra l’altro: “In realtà, la destra può attingere – con una attitudine semplificatoria e semplicistica a cui la sinistra non può abbandonarsi – a un populismo estremamente duttile, fungibile in molte direzioni, negli ultimi anni piegato in una torsione verso un populismo neoliberista che non è affatto una contraddizione in termini. Inoltre, la sensibilità sociale, popolare, coesiva di cui il governo di destra di Berlusconi in Italia si mostra capace è del tutto particolare. Nell’inerzia di fatto della politica macroeconomica e microeconomica di fronte a tutte le emergenze italiane (prima fra tutte la crisi industriale, occupazionale, dei redditi e del potere d’acquisto), il laissez faire ha avuto un grande ruolo. In effetti siamo di fronte a un singolare eppure coerente ‘impasto’ tematico: un mix di ‘spirito probusiness’, neoconservatorismo compassionevole (da social card), familismo e privatismo comunitarizzato e corporativizzato, esaltati come negazione del quadro costituzionale della cittadinanza sociale, di cui è emblema il Libro bianco sul welfare del ministro Sacconi che, per l’appunto, propone una ‘comunità senza solidarietà’ e un ‘welfare senza cittadinanza’”.

Cosa voglia dire Pennacchi nella sua prosa ermetica è del tutto incomprensibile.

Rappresentare i lavoratori, i più deboli, la domanda di libertà e democrazia delle fasce più sensibili della popolazione non significa certo di banalizzare i discorsi, ma nemmeno è lecito nascondere dietro complicatissime analisi l’evidente mancanza di conoscenza dei linguaggi, dei sentimenti, delle aspirazioni dei cittadini.

Questa sinistra che guarda se stessa, autoreferenziale e frigida, ha dimenticato la propria identità storica e politica ed ha due precise responsabilità: il suicidio di se stessa e l’aver abbandonato il Paese al razzismo leghista e all’affarismo berlusconiano.

Il nodo cruciale della crisi è abbondantemente arrivato ed è necessario trovare al più presto un rimedio che sappia riannodare i fili di una strategia politica in grado di salvare L’Italia da un declino pericolosissimo e da un futuro sempre più evidentemente non democratico.

La qualità delle classi dirigenti di centro destra e centro sinistra è pessima, sembra siano scomparse le idee non si capisce quale sia il contorno della società italiana che su vuol costruire sulle macerie della crisi.

Se si pensa che da più di un mese una linea ferroviaria strategica, quella che collega Tirreno e Adriatico, Roma e Napoli con Bari e Lecce è interrotta per una frana e non si sa quando sarà ripristinata, mentre i passeggeri vengono scarrozzati su autobus sostitutivi e le tariffe dei biglietti sono rimaste quelle degli Eurostar nonostante gli enormi ritardi dei convogli ci si domanda se questo sia un Paese europeo o del Sud del mondo.

Da dove partire per recuperare una credibilità perduta dovrebbe essere la domanda del giorno, eppure sembra non interessi ai leader del partito democratico.

È come potranno i militanti e i simpatizzanti ritrovare fiducia e volontà se l’apparato del partito è del tutto impermeabile ai sussulti di agitano la società civile?

Mistero.

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