Maurizio Mosca: così fazioso, così popolare
E’ deceduto il noto giornalista. Il suo “gossip calcistico” divenne famoso
Il grande pubblico lo ricorda quasi esclusivamente per le comparsate poco giornalistiche durante le trasmissioni calcistiche Mediaset, eppure Maurizio Mosca è stato per quasi trent’anni un cronista sportivo della carta stampata.
Era figlio d’arte: il padre Giovanni era anche un umorista e chissà come avrebbe definito certi show di Maurizio concessi al piccolo schermo. Infatti era solito agitare un pendolino, come una fattucchiera, per poi sentenziare il pronostico della giornata. L’altro suo “compito” era occuparsi del calciomercato e lo faceva anche in questo caso a modo suo: alle proverbiali “bombe di Mosca” corrispondevano rivelazioni su eclatanti compravendite di giocatori, e poco importava se i colpi si sarebbero realizzati o meno.
Insieme ad Aldo Biscardi, altro anchorman para-giornalistico, inventò poi la rissa televisiva in ambito calcistico. L’ultima crociata, in ordine di tempo, ha riguardato le polemiche tra l’allenatore dell’Inter José Mourinho e il giocatore Mario Balotelli.
Mosca si è schierato platealmente con il fantasista, puntando il dito contro il tecnico nerazzurro, colpevole di aver umiliato l’indisciplinato gioellino di casa Moratti. E ha scelto il suo blog, proprio due giorni fa, per esternare il suo pensiero: “Finalmente è finita. Mourinho ha ottenuto quello che voleva. Balotelli ha chiesto scusa, può tornare a giocare. Io dico che a uscirne sconfitto, da questo triste braccio di ferro, non è Balotelli ma Mourinho, che proprio in questa occasione poteva dimostrare a tutti di essere davvero ‘speciale’ e invece ha finito col dare di sé un’immagine rigida, intransigente, ottusa. Quasi cattiva. E invidiosa”.
Ciononostante, ha aggiunto, “Balotelli ha sbagliato, su questo non discuto: ma che la ‘terapia’ giusta per rimettere un ragazzo di vent’anni sulla retta via sia quella di umiliarlo pubblicamente, di costringerlo a cospargersi il capo di cenere davanti alla squadra, alla società, a Moratti, ai tifosi, alla stampa è una colpevole esagerazione. Un accanimento. Nessuno me lo toglierà mai di testa. Di più: c’è anche un calcolo dietro al ‘perdono’. Perché all’Inter, contro il Bologna, tra squalifiche e acciacchi mancherà mezza squadra e perché Balotelli, adesso, serviva proprio”.
Resta il fatto, ha proseguito Mosca, che il binomio “genio e sregolatezza” è quasi obbligato: “La storia del calcio insegna che i veri talenti, i fuoriclasse assoluti da Di Stefano a Sivori e Maradona, da Baggio a Cassano, hanno sempre avuto nel loro Dna anche quel pizzico di follia, o di anticonformismo, che spesso li porta fuori dagli schemi e dalle regole. Sono imprevedibili, capaci di inventarsi la giocata più incredibile e il gol più spettacolare così come di tenere atteggiamenti e comportamenti non proprio ortodossi. Ma sono anche fragili, e hanno bisogno di sentirsi addosso la fiducia di tutti, dei propri compagni e del proprio tecnico per potersi esprimere al massimo. Balotelli ha abbassato la cresta: mi dia retta, caro Mourinho, per una volta lo faccia anche lei”.
Chissà se il tecnico interista terrà conto delle critiche. Di certo sentiranno la mancanza del giornalista scomparso tutti quei telespettatori, appassionati di calcio, contenti di essersi assuefatti – nel corso del tempo – alle polemiche sul nulla, al gossip televisivo di bassa lega, al divertimento passivo e grossolano. Se di circo Barnum di tratta, Maurizio Mosca ha ricoperto sotto quel tendone un ruolo di primo piano.
Paolo Repetto


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