L’inchiesta sulla sanità pugliese tra silenzi e stranezze
Gli inquirenti descrivono i rapporti tra Frisullo ed un direttore sanitario. Ma le domande senza risposta rimangono molte.
Sui rapporti che intercorrevano tra l’ex vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo del Pd, ed il direttore sanitario della Asl di Lecce, Franco Sanapo, gli inquirenti baresi hanno scritto che durante un interrogatorio il manager ha fornito dichiarazioni con le quali sembrava volesse “prendersi gioco dell’Autorità giudiziaria”.
Intanto l’ex amministratore regionale è in carcere dal 18 marzo scorso con le accuse di associazione per delinquere e turbativa d’asta. Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore che sembra il nodo dell’inchiesta, invece è indagato a piede libero per corruzione e sospettato di aver pagato tangenti per vincere appalti.
I pm Eugenia Pontassuglia, Giuseppe Scelsi e Ciro Angelillis ritengono che Frisullo potrebbe inquinare le prove se dovesse godere di “una attenuazione della misura carceraria in atto” e per questo domani ribadiranno la loro contrarietà alla scarcerazione davanti al tribunale del Riesame, chiamato a decidere dopo un ricorso presentato dalla difesa del politico del Pd che chiederebbe almeno gli arresti domiciliari.
Secondo l’accusa, Sanapo sarebbe stato il “referente” ed un “amico fedele” dell’ex vicepresidente della Regione Puglia nella Asl di Lecce. Il legame tra i due era molto solido, tanto che secondo i pm quando venne messa in discussione dai vertici regionali la permanenza in carica del direttore sanitario Frisullo accusò “il colpo come fosse un’onta arrecata alla sua persona”.
Descrivendo i rapporti tra i due, i magistrati inquirenti rilevano che in alcune conversazioni intercettate nel gennaio-febbraio 2010, Frisullo, al corrente dell’esistenza di una indagine, usava “lo stesso linguaggio criptico e ricco di sottintesi che caratterizzava le sue telefonate con Tarantini”. L’ex amministratore regionale avrebbe selezionato “gli argomenti di cui parlare al telefono, rimandando ad incontri personali gli altri”, dimostrando “accortezza” nel “bloccare il suo interlocutore quando questo, inconsapevolmente, è sul punto di introdurre argomenti che non possono essere trattati per telefono”.
Le considerazioni dei pm appaiono, tuttavia, singolari, perchè è evidente che una persona convinta di essere intercettata sta attento a quello che dice. Tuttavia i magistrati hanno aggiunto nell’ordinanza di custodia cautelare notificata a Frisullo che l’esponente del Pd e Sanapo “discorrono in modo criptico di documenti che Sanapo deve far giungere a Frisullo”.
“Il Sanapo – ritengono i pm – nel contesto delle indagini difensive depositate dalla difesa in sede di interrogatorio, rende una spiegazione di questa conversazione con la quale egli sembra voglia prendersi gioco dell’Autorità Giudiziaria a cui quell’interrogatorio è destinato: egli infatti sostiene che il Frisullo, non più vicepresidente della Regione, non più protagonista della vita e dalle attività di amministrazione regionale, da pochi giorni rientrato da un periodo di ‘ritiro’ in Svizzera, sarebbe stato indotto a quella anomala richiesta di acquisizione di un carteggio di difficile reperimento, di cui il direttore sanitario non dispone e per il quale ha necessità di ‘attivare qualche via’, al solo fine di studiare un progetto che avrebbe consentito un risparmio delle spese sanitarie della Regione”.
Sarà il processo a dimostrare i fatti, al di là delle supposizioni, anche se è ormai chiaro che nella sanità pugliese c’era qualcosa che non funzionava. Rimane del tutto ignoto, al momento, il perchè l’imprenditore Tarantini (impegnato a quanto parrebbe in attività di corruzione in Puglia) abbia deciso di spendere in un paio di mesi almeno 400 mila euro per l’affitto della famosa villa in Sardegna e per droga da cedere ai suoi ospiti. Perchè nell’isola e non nella sua regione, se lo scopo era quello di ‘allargare il proprio giro di affari’? Chi erano le persone che frequentavano quella casa vicino a Villa Certosa di proprietà del premier? E solo Tarantini faceva ‘affari’ con gli indagati fino ad oggi?
A molti mesi dall’inizio delle indagini molti punti risultano poco chiari e tra questi il più grave è: ma nessuno nella Giunta si accorgeva di nulla? Nessuno nel Pd aveva capito quello che stava accadendo?


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