La xenofobia del Codacons
L’organizzazione dei consumatori chiede al sindaco di Roma una ‘stretta’ sui lavavetri.
La xenofobia dilaga nel Paese ed ha raggiunto anche una nota organizzazione dei consumatori: il Codacons.
Alcuni mesi fa, nonostante la crisi che costringe cittadini stranieri ed italiani ad arrangiarsi in ogni modo possibile, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, aveva firmato una ordinanza che puniva chi fosse stato sorpreso ai semafori con spazzoloni, secchi e stracci. La multa per i poveri era esorbitante: tra i100 e i 200 euro.
Il provvedimento, demagogico e inapplicabile vista la dimensione della città ed il numero di cittadini in difficoltà, aveva il solo obiettivo di mostrare il volto ‘duro’ dell’amministrazione di destra capitolina ed assecondava le istanze razziste della parte più retriva dell’elettorato del Pdl.
La misura era stata giustificata in modo surreale, perchè vietava di “esercitare mestieri non autorizzati sul suolo pubblico e di turbare il traffico”. In realtà prima di Alemanno ci aveva pensato anche il suo predecessore di centro sinistra Veltroni nel 2007, emanando un provvedimento simile.
Ieri il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha dichiarato: “Era il 20 ottobre dello scorso anno quando il Comune di Roma firmò un’ordinanza (in alcuni punti criticata dal Codacons) con la quale vietava, a partire dal successivo 1 novembre, la presenza di lavavetri, abusivi e mendicanti ai semafori della città. Ordinanza diretta a porre un freno all’affollamento che caratterizzava le strade della capitale, con giocolieri, lavavetri, lavafari, venditori abusivi e quant’altro, che si guadagnavano da vivere ai semafori. Dopo i primi giorni di rispetto della nuova legge, durante i quali tali soggetti erano letteralmente spariti dalle strade di Roma, oggi tutto è tornato come prima”.
Rienzi ha aggiunto: “In particolare nelle periferie della capitale, sono tornati in massa lavavetri e venditori abusivi, che ai semafori tentano di ottenere qualche soldo dagli automobilisti. Basta fare un giro in auto sulla Tuscolana, Cinecittà, a San Giovanni o sulla Casilina, per rendersi conti di come le cose non siano assolutamente cambiate rispetto agli anni passati. Il problema è sempre lo stesso: si fanno le leggi, ma poi nessuno è in grado di farle rispettare. Lanciamo dunque oggi una sfida al Sindaco Gianni Alemanno: o è in grado di far rispettare l’ordinanza da lui stesso voluta, oppure è meglio che ne disponga la revoca immediata, considerati i pessimi risultati finora raccolti”.
Peccato che il ‘difensore’ dei consumatori non si sia accorto della crisi che sta devastando il tessuto sociale della capitale e dell’intero Paese. I ‘lavori proibiti’ ai semafori, la raccolta dai cassonetti, i mendicanti, le persone che vivono per strada o in macchina aumentano a Roma di giorno in giorno, mentre i richiami all’ordine fanno crescere la violenza e gli episodi di intolleranza nei confronti dei più deboli.
Invece di indurre i cittadini a comprendere le difficiltà adesso anche il Codacons si è iscitto al partito degli xenofobi. Un nuovo segnale della crisi morale del Paese.


C’è più dignità in un Lavavetri che in carlo rienzi e in tutte le associazioni (per la presa in giro) dei consumatori.
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