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La storia antica della ferrovia Roma – Bari – Lecce

Autore: . Data: lunedì, 19 aprile 2010Commenti (0)

Da più di un mese il sud è tagliato in due. Proteste di facciata e disagi per i viaggiatori.

InviatoSpeciale ha pubblicato il 15 marzo scorso il primo articolo sulla frana che ha bloccato il traffico ferroviario tra Foggia e Avellino, interrompendo la linea ferroviaria tra Roma e Napoli e l’Adriatico. Fenomeno quasi ignoto per la stampa nazionale.

Ci sarebbe da chiedersi cosa accadrebbe in Germania se per esempio la linea Monaco Amburgo fosse interrotta per cinque mesi o in Francia quella Parigi Marsiglia.

Dopo un mese, finalmente, dagli amministratori locali è stato organizzato un presidio di protesta per cercare di risolvere la vicenda.

Con 30 giorni di ritardo il governo ha inviato il superman delle catastrofi, Guido Bertolaso, nominandolo commissario straordinario.

Il capo della protezione civile ha subito dichiarato che anche grazie all’intervento dell’esercito
si provvederà ai lavori del caso e che forse entro giugno i treni potranno riprendere a circolare.

Il comune interessato dalla frana è quello di Montaguto, 497 abitanti in provincia di Avellino.

Il problema, tuttavia, non è nuovo. Già nel 1763 il re di Spagna, Carlo III, inviò alcuni ingegneri del Regno delle due Sicilie per evitare l’interruzione nella strada costruita da Filippo II per unire Tirreno e Adriatico.

I Borboni riuscirono a contenere il problema, ma nel 1870 il costruttore della prima linea ferroviaria, l’ingegner Lanino, segnalò la pericolosità del terreno argilloso di quella zona.

Poi nel 1952 un piano del ministero dei lavori pubblici evidenziò come fosse necessario potenziare la linea Caserta Foggia e portarla a due binari (oggi ce ne uno solo per tutti e due i sensi di marcia) costruendo una nuova tratta che da Cassino, passando per Campobasso e Lucera, raggiungesse Foggia, risparmiando peraltro 73 chilomerti di percorso.

Infine, nel maggio del 2006 ci si rese conto che la frana lentamente avanzava verso i binari.

In questi 247 anni non si è stati in grado di risolvere alcunché.

Intanto sarebbero state prese da Ferrovie e Alitalia nelle misure per compensare i danni prodotti ai viaggiatori.

La Regione Puglia avrebbe raggiunto un accordo con la compagnia aerea degli ‘eroi di Berlusconi’ in base alla quale Alitalia aumenterebbe il numero dei biglietti a prezzi ‘d’occasione’ (limitati).

Un volo da Bari a Roma o viceversa costa però 73,59 euro, ai quali vanno aggiunte le spese per l’acquisto con carte di credito, 5 euro, e quelle di trasporto verso gli aeroporti, nella migliore delle ipotesi 15 euro (utilizzando i servizi pubblici) per un totale di 93,59 euro, 181.200 delle vecchie lire.

Per i treni la situazione, se possibile ancor più paradossale. Per oltre un mese le FS hanno mantenuto i prezzi invariati, sebbene i viaggiatori fossero costretti a scendere nelle stazioni di Foggia Benevento per prendere dei bus di collegamento e subendo dai 60 ai 90 minuti di ritardo. Il rimborso non era previsto, perché secondo Trenitalia si trattava di un disagio causato da ‘eventi esterni alle sue responsabilità’.

Adesso si è finalmente ottenuta una riduzione, per cui in seconda classe un passeggero paga da Roma a Bari o viceversa 40 euro, 77.450 in lire, per un viaggio che dura dalle 5 ore e mezzo alle 6 per percorrere circa 480 chilometri.

In Francia il treno veloce, per coprire la distanza tra Parigi a Marsiglia (circa 750 chilometri) impiega tre ore ed un quarto ed il biglietto costa 75 euro.

Mario Loizzo, assessore pugliese pro tempore ai Trasporti e vie di comunicazione (in attesa dell’insediamento della nuova giunta) ha reso alcune singolari dichiarazioni: “Credo che, nell’attesa che la situazione si risolva, il trasporto con i pullman debba essere reso il più efficiente e comodo possibile. Quindi durante l’incontro con i vertici dell’azienda discuteremo come migliorare i trasbordi che devono essere accessibili anche ai disabili. Certo, il governo non può pensare che tutti i costi legati alla frana vengano sopportati da Trenitalia che non ne ha colpa”.

L’assessore si è accorto del problema un mese dopo e considera le ferrovie non responsabili del disagio. Ma c’è da chiedersi chi ha il compito di garantire la sicurezza dei binari? Perchè in questi anni FS pur a conoscenza del problema non ha provveduto a realizzare le opere necessarie per la sicurezza?

Sempre l’assessore, poi, per quanto riguarda l’aumento del numero di biglietti a costo ‘basso’, ha detto: “E’ la prima proposta di Alitalia. Noi l’abbiamo accolta, ma sappiamo bene che non è sufficiente” ed ha aggiunto: “Vogliamo istituire un servizio di navetta aerea con Alitalia o altre compagnie: crediamo si possano attivare altri due voli giornalieri sia sulla tratta Bari-Roma che su quella Roma-Bari. Noi siamo pronti a concorrere alla spesa”.

Rimane misterioso il motivo per il quale le compagnie low cost che collegano Roma a Bari e viceversa si ritirino tutte dalla Puglia, lasciando il monopolio ad Alitalia. È successo con Blu Panorama o Easyjet, con i quali senza nessun tipo di ‘trattativa’ si poteva viaggiare anche con 25-30 euro.

Chissà perché in Italia la trasparenza è un miraggio. Di efficienza nemmeno a parlarne.

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