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La scuola italiana nel marasma

Autore: . Data: venerdì, 30 aprile 2010Commenti (0)

Non ci sono più soldi e la qualità dell’insegnamento sta precipitando.

Gilda-Unams in tutte le scuole d’Italia ha lanciato una iniziativa lanciata per raccogliere firme tra i docenti e protestare contro il taglio dei fondi per la nomina dei supplenti temporanei e chiedere lo sblocco di una situazione “diventata ormai gravissima”. È q

La petizione, la cui domanda da compilare e firmare è scaricabile dal sito del sindacato, sarà inviata al ministro dell’Istruzione e ai presidenti delle commissioni Cultura della Camera e del Senato.

Nel testo si sottolinea, tra l’altro, il rischio sicurezza e la mancanza di continuità didattica provocate dallo smistamento degli alunni in altre classi e dal conseguente sovraffollamento delle aule.

“Il risultato – si legge nel testo – è che non si può più insegnare, ma solo fare sorveglianza. Come docenti, abbiamo il dovere di denunciare che la nostra professionalità viene mortificata, che il diritto all’istruzione non viene rispettato e che la qualità dell’istruzione nella scuola peggiorerà inevitabilmente. Inoltre -  ha sottolineato il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio – è inaccettabile lo scaricabarile fra i dirigenti scolastici, che sostengono di non disporre di fondi, e il ministero che replica affermando di non aver ricevuto alcuna richiesta di finanziamenti da parte degli istituti. È arrivato il momento – ha concluso Di Meglio – che ognuno si assuma le proprie responsabilità, perchè altrimenti alla fine, come sempre, saranno insegnanti e studenti a farne le spese”.

Intanto, Antonio Panaccione, preside del liceo scientifico statale romano Keplero, ha scritto una lettera aperta al ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini nella quale rileva che mancano i soldi per i corsi di recupero.

Per il preside non restano che due soluzioni: “Bocciare tutti o regalare tantissimi sei politici”.

“La rigorosità di preparazione scolastica complessiva richiesta dalle nuove norme – ha sostenuto Panaccione – cozza fragorosamente con la drammatica realtà di scuole senza soldi e sostegno per sopravvivere. A giugno prossimo saremo obbligati ad applicare, completamente disarmati, le nuove disposizioni del governo in merito alla valutazione finale e all’ammissione delle classi quinte agli esami di Stato 2009-10. Ci troveremo, così, di fronte al tradizionale alto numero di alunni che non avranno raggiunto la sufficienza in ogni materia e i Consigli di Classe avranno allora solamente due possibilità, entrambe assurde: bocciare tutti o regalare tantissimi 6 politici, soluzioni che distruggerebbero la credibilità della scuola, portando così nuova linfa alle scuole private”.

Il preside del Keplero, lo stesso dove sono state installate, primo istituto a Roma, le macchinette per la distribuzione automatica dei preservativi con lo scopo di limitare i rischi delle malattie sessualmente trasmissibili, ha osservato anche che “per fare i corsi integrativi di recupero, tanto necessari per i più deboli e svantaggiati, ci vorrebbero almeno quei finanziamenti certi, tempestivi e mirati dello Stato previsti dal decreto ministeriale n. 80 del 3 ottobre 2007 (art. 10 sul capitolo 1287) già elargiti nel 2008 e 2009, ora invece eliminati o peggio girati alle scuole private”.

Ma all’Italia il governo “del fare” e i risultati si vedono.

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