La sceneggiata Fini – Berlusconi
Tanto tuonò che non piovve. Il presidente della Camera resta nel Pdl e tutto resta al suo posto. Con una corrente in più.
Da alcuni giorni InviatoSpeciale ha deciso di occuparsi solo saltuariamente delle vicende dei partiti. Il 16 aprile scorso abbiamo scritto: “Se l’ex capo di Alleanza nazionale divorziasse dal premier circa 30 dei 270 deputati del Pdl a Montecitorio e meno di 12 al Senato potrebbero seguirlo nella nuova avventura. Gli effetti per il centro destra di una eventualità del genere potrebbero essere devastanti, poiché il governo perderebbe la sua maggioranza certa, almeno alla Camera. Per questo nulla accadrà , perchè gli interessi prevarranno sulle ‘idee’, come è prassi in Italia”.
Abbiamo sbagliato di poco. Ieri nel giorno della sfida all’O.K. Corral tra l’ex leader di Alleanza Nazionale ed il Cavaliere non c’è stata alcuna scissione del Pdl, come per giorni avevano pronosticato gran parte dei media, ma 36 deputati (non 30) e 14 senatori (non 12) hanno firmato un documento di ‘vicinanza’ a Fini.
A descrivere con grande precisione lo stato d’animo degli parlamentari ci ha pensato Roberto Menia, sottosegretario all’Ambiente: “Io sono leale a Fini ma anche a Berlusconi, sono al governo grazie al loro”. Insomma, ‘teniamo famiglia’.
Gianfranco Fini, a questo proposito ha dichiarato: “Se non si è disposti a rischiare per le proprie idee o non valgono le idee o non vale chi le esprime”.
Infatti, lui e i suoi sostenitori hanno deciso di rimanere da separati in casa nel partito di Berlusconi, ché chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia, ma non quello che trova.
Il presidente della Camera ha anche spiegato il nodo della questione: “Ho posto questioni di tipo politico, non sull’organigramma interno”, nè “per gelosia” e “non ho intenzione di togliere il disturbo e di stare zitto”. “Il progetto – ha proseguito – non è in sintonia con quanto stabilito all’inizio. C’è una scarsa attenzione alla coesione sociale, alla coesione nazionale, il Sud è scomparso dal dibattito politico, sono temi che una grande forza deve trattare, per garantire i suoi valori strategici”. Fini avrebbe anche sostenuto che Berlusconi deve accettare anche il dissenso, specificando come il Pdl non sia il partito del predellino.
Il capogruppo del partito alla Camera, Fabrizio Cicchitto, berlusconiano di ferro, tuttavia ha ricordato a tutti che c’è un solo capo ‘carismatico’ con cui fare i conti, il premier appunto.
Per essere semplici: Fini e Berlusconi non vanno affatto d’accordo, la pensano in modo diverso quasi su tutto, ma la ‘ditta’ è quella che permette di portare a casa il ‘pane’ (ed anche abbondante companatico) per cui finché la dispensa in piena perché rischiare?
Lo stato della politica italiana, o meglio dei partiti, è deprecabile. Rigore morale, etica, battaglia delle idee non fanno più parte della cultura di governo di questo Paese.
Gli interessi prevalgono sempre in ogni caso, per cui è diventato ormai facile prevedere gli avvenimenti.
Da parte dell’opposizione la situazione non è diversa. Dopo le elezioni regionali il dibattito all’interno del Pd non ha mostrato alcuna novità . Le abituali schermaglie tra presunte maggioranze minoranze continuano, anche se nessuno è in grado di sapere cosa rappresentino o vogliano le diverse correnti in lotta tra loro. Bersani, Franceschini, D’Alema, Veltroni, Marini, Fassino, Letta e gli altri discutono appassionatamente del nulla.
Lo stato generale del Paese invece è sempre più preoccupante. Soprattutto colpisce il silenzio che circonda la crisi del mercato del lavoro. Trovare un’occupazione è diventato quasi impossibile, Trovarne una dignitosa un vero e proprio miraggio.
Eppure in media non fanno nulla per raccontare l’Italia in difficoltà e sembrano concentrarsi giorno dopo giorno sul retroscena i pettegolezzi di nessuno spessore.
Con amarezza non si può che constatare come la politica sia ‘morta’. È la vicenda Fini Berlusconi lo prova al di là di ogni ragionevole dubbio.


La Farsa . !
Siamo all’ ennesima sceneggiata. Primo attore protagonista il Cavaliere, mentre Fini riveste l’immagine dell’ Incantatore di serpenti.
Già altre volte siamo stati testimoni di duelli al penultimo sangue ma siam rimasti allibiti da come son proseguite le cose.. Niente cambia , tutto come prima..,Le Leggi ad Personam passano tutte, si riscontra tra l’altro il Parto e/ o l’aiutino da parte del presidente della Camera “ sull’ Invenzione Mascherata ( Salva Premier ) della Legge sul Processo Breve “ e dell’Amnistia personalizzata dopo l’ultimo conflitto di fuoco tra Fini e Berlusconi nelle stanze del Presidente Fini.
L’ultima sceneggiata, è andata in onda ieri , ha registrato un’ottimo Share con i due soliti protagonisti F/B degni del Premio Oscar ! Le voci rimangono voci, i fatti penalizzano comunque e sempre il Popolo, le Leggi alla fine ( malgrado i dissensi ) passono lo stesso, senza dibattiti Parlamentari, con la solita FIDUCIA !
STAREMO A VEDERE IL SEGUITO.
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