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Il ministro Scajola che ama le case

Autore: . Data: venerdì, 30 aprile 2010Commenti (2)

La storia di ottanta assegni e di un contratto di acquisto ‘scontato’.

‘Non mi lascio intimidire. Nella vita possono capitare cose incomprensibili. E questa è addirittura sconvolgente. Colpisce con una violenza senza precedenti il mio privato e la mia famiglia. Registro un attacco infondato e senza spiegazione, per una vicenda nella quale non sono indagato, a danno di chi lavora tutti i giorni per difendere, nel suo ruolo, le ragioni e gli interessi del nostro Paese”.

Con queste parole accorate e sdegnate il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola si è difeso da quello che considera un attacco selvaggio alla sua integrità morale.

La vicenda che lo riguarda è complicata e prima di affrontarla sarà il caso di fornire alcune sommarie informazioni sull’uomo.

Da Wikipedia: “Nel febbraio 2002, il ministro Scajola dichiarò in relazione all’organizzazione del G8 di avere autorizzato ad aprire il fuoco in caso di ingresso dei manifestanti nella zona rossa (“…Fui costretto a dare ordine di sparare se avessero sfondato la zona rossa”) [...] In seguito Scajola ritrattò, definendo “non del tutto propria sotto il profilo giuridico e approssimativa se estrapolata dal contesto” la dichiarazione da egli stesso rilasciata e affermando di non aver mai dato ordine alle forze dell’ordine di aprire il fuoco sui manifestanti”.

Sempre dall’enciclopedia della rete: “Nel 2002  venne assassinato il professore universitario Marco Biagi, consulente del governo. Scajola finì al centro di polemiche poiché il ministero da lui diretto aveva tolto la scorta a Marco Biagi nonostante questi avesse manifestato preoccupazione per la propria vita. Il 30 giugno 2002 il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore pubblicarono una chiacchierata tra Scajola (in visita ufficiale a Cipro) e alcuni giornalisti.
“A Bologna hanno colpito Biagi che era senza protezione ma se lì ci fosse stata la scorta i morti sarebbero stati tre. E poi vi chiedo: nella trattativa di queste settimane sull’ articolo 18 quante persone dovremmo proteggere? Praticamente tutte». E a questo punto il ministro sorprende i presenti quando gli viene detto che Biagi era comunque una figura centrale nel dialogo sociale: protagonista del patto di Milano, coautore del Libro Bianco, consulente del ministero del Welfare, della Cisl, della Confindustria. C’è un attimo di silenzio, Scajola volta le spalle, si blocca, azzarda: «Non fatemi parlare. Figura centrale Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza”. Tali affermazioni (in particolare l’ultima frase) inasprirono le polemiche e portarono alle dimissioni di Scajola il 4 luglio 2002″.

Ed ancora sempre da Wikipedia: “Scajola era ministro dell’Interno da qualche mese quando l’Alitalia affidò ai propri manager il compito di studiare l’istituzione di un volo quotidiano dall’aeroporto di Albenga (33 chilometri da Imperia, città natale del ministro e suo collegio elettorale) a quello di Roma Fiumicino. La nuova rotta, anche grazie all’interessamento del ministro, entrò in funzione Il 17 maggio 2002 [...] con la stessa velocità con cui era stato istituito, il collegamento diretto Albenga-Fiumicino  venne soppresso dall’Alitalia poco dopo le dimissioni di Scajola dal Viminale. L’ex deputato di Rifondazione comunista Gigi Malabarba presentò una interrogazione parlamentare affermando che il massimo storico di passeggeri registrati su quel volo era stato di 18 unità. “Era un volo ad personam per il ministro Scajola”, sottolineò. Poco dopo il rientro di Scajola al governo, questa volta come ministro per l’attuazione del Programma (28 agosto 2003), ricomparve anche il volo, ma non più tra le rotte di Alitalia, bensì con Air One, in regime di continuità territoriale con i contributi dello Stato: un milione di euro che il governo Berlusconi aveva messo a disposizione dei collegamenti aerei fra le aree più “decentrate”, ma anche il volo Air One in seguito venne cancellato nel 2007, quando Scajola non era più al Governo.Nel Governo Berlusconi IV Scajola è ministro delle attività produttive ed il volo Albenga-Fiumicino viene ripristinato”.

Inquadrato il personaggio ecco i fatti per i quali adesso si sente attaccato e si indigna.

Secondo alcune fonti di stampa Scajola per comperare una casa a Roma in via del Fagutale 2, avrebbe goduto di un aiutino singolare, per ben 900 mila euro, da parte dell’architetto e progettista Angelo Zampolini, col costruttore Diego Anemone indagato nell’inchiesta sugli appalti per il G8.

Scajola ha negato il fatto, sostenendo che per comprare la casa ottenne un mutuo di 600 mila euro al quale aggiunse poco denaro in contante prelevato dal suo conto bancario.

Tuttavia, alcuni quotidiani hanno insistito affermando che Zampolini, durante alcuni interrogatori svolti dai magistrati di Perugia all’interno dell’affaire G8, avrebbe ammesso di aver versato nei primi giorni di luglio del 2004 ben 900 mila euro sul suo conto presso la filiale 582 della Deutsche Bank di Roma. Subito dopo l’architetto avrebbe spiegato di aver emesso con quei fondi 80 assegni in favore di Barbara e Beatrice Papa, le proprietarie dell’appartamento in via del Fagutale.

Il 23 di marzo di quest’anno, intanto, Beatrice Papa, ha detto ai pm di Perugia: “Questi quaranta assegni circolari emessi dalla Deutsche Bank il 6 luglio 2004, per un totale di 450 mila euro, mi sono stati consegnati dal ministro Scajola in persona all’atto della vendita di un appartamento a Roma in via del Fagutale 2. Tale atto si è concretizzato in una sala riunioni in via della Mercede (sede del ministero delle Attività produttive, ndr). L’immobile che era di proprietà mia e di mia sorella è stato venduto per un importo complessivo di un milione e 700 mila euro anche se nell’atto di compravendita è stata dichiarata la cifra di 600 mila euro”.

Lo stesso giorno anche Barbara Papa ha detto in un successivo interrogatorio la stessa cosa, ammettendo di aver incassato anche lei alri quaranta assegni della Deutsche Bank per un importo di 450 mila euro.

Ora, si notano due cose. Prima di tutto che l’atto di compravedita per 600 mila euro potrebbe contenere una evasione di imposte e poi che gli 80 assegni della Deutsche Bank versati alle due sorelle raggiungono l’importo di 900 mila, esattamente come ha sostenuto Zampolini.

L’architetto, sulla provenienza del denaro, ovvero dei 900 mila euro poi diventati assegni versati alle sorelle, sostiene di aver ricevuto il contante da Diego Anemone, dal quale avrebbe avuto anche indicazioni per la compilazione dei successivi assegni. Quest’ultima circostanza è ancora da accertare compiutamente.

Le indagini chiariranno la lunga strada che gli euro hanno fatto per raggiungere l’ufficio del ministro in via della Mercede il 6 luglio del 2004. E si capirà anche quale sia l’origine di quel denaro, se fondi trasparenti o ‘neri’.

Un fatto comunque, al momento, dovrebbe essere incontestabile: il contratto di acquisto della casa di via del Fagutale 2 è stato redatto indicando una cifra inferiore a quella reale di acquisto dell’immobile.

La prassi di ‘scontare’ formalmente sui documenti ufficiali i prezzi delle case, è inutile negarlo, non è un fatto raro in Italia. Ma se succede ad un ministro della Repubblica costui dovrebbe trarne le conseguenze e rimettere subito il mandato, perchè non è immaginabile combattere l’evasione se proprio i governanti evadono.

La domanda sul perchè, poi, le sorelle proprietarie siano state pagate con ottanta assegni circolari emessi dall’architetto Zampolini, invece, per il momento rimane senza risposta. E non è detto che la si trovi presto. Non si può impedire ai cittadini di immaginare, però, a patto abbiano sufficiente fantasia.

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Commenti (2) »

  • francesco ha detto:

    Questi signori vivono fuori dalla realtà. Pensare di comprare un immobile al centro di Roma per 600mila Euro la dice lunga sull’intuizione gestionale di chi si è proposto con arroganza ad amministrare il Paese. Questo signore è convinto di avere a che fare con un branco di pecoroni: gente comune, media, organismi di controllo (la citazione e per ordine di importanza).

  • tafanus ha detto:

    Abbiamo costituito su facebook un gruppo che chiede le dimissioni di Scajola. In 48 ore il gruppo ha raggiunto i 5.500 aderenti, e continua a crescere. Vi saremmo grati se voleste pubblicizzare il gruppo stesso, che si chiama “Scajola, dimettiti!”, e si trova al seguente URL:

    http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=119442734748481&ref=ts

    Grazie di cuore

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