I rifugiati e la doppia festa del 25 aprile
L’associazione ‘Liberi Nantes’: da un campo di calcio la spinta per i diritti
InviatoSpeciale si è già occupato del progetto sportivo e profondamente solidale dell’associazione romana ‘Liberi Nantes’ (in un articolo leggibile qui). C’è una bella novità , però, che merita di essere raccontata. Dal primo aprile, alla stessa ‘Liberi Nantes’ è stato assegnato lo storico campo di calcio “XXV Aprile”, nel cuore del rione popolare di Pietralata, a nordest della Capitale: un rettangolo che ha contribuito a scrivere la storia di quella borgata, ciononostante inutilizzato da anni.
Da quando i ragazzi dell’associazione sono entrati in possesso della struttura hanno iniziato a ripulirla, a renderla minimamente agibile. Con un’idea in testa: inaugurarla proprio il 25 aprile, anniversario della Liberazione, per dare concreta visibilità ad una “Scelta di Campo” (dal titolo dell’iniziativa programmata dalle 10.30 in poi, e che prevede, giochi, musica e pranzo con pecorino e fave, secondo la migliore tradizione primaverile romana) all’insegna dei diritti, della solidarietà concreta, della lotta al razzismo e alla discriminazione.
“Le vicende sportive, sociali e umane che hanno ruotato intorno a questo glorioso rettangolo di pozzolana – spiega Gianluca Di Girolami, anima del progetto e presidente di ‘Liberi Nantes’ – rappresentano per noi un’eredità importante e preziosa da cui intendiamo ripartire. Perché il ‘XXV Aprile’ non è e non può essere soltanto un campo di calcio. E’ una scelta di campo”.
A questo proposito, vale la pena di spendere qualche parola in più sul rapporto tra Pietralata e quel campo sportivo. “Le battaglie per il diritto allo sport per tutti – racconta Di Girolami – si legano in maniera indissolubile alle lotte per il diritto alla casa, alla scuola e al lavoro”, in una realtà della “dura” periferia romana, con una forte tradizione democratica e popolare. Qui giocava l’Albarossa, una squadra di calcio, una polisportiva “e qualcosa di più”. Ed è bello pensare che il testimone passi ad un’altra squadra, di rifugiati e richiedenti asilo, affiancati settimanalmente da un gruppo di ragazzi impegnati nel sociale e nella trasmissione dei valori della competizione sportiva più autentica.
Già , perchè “Liberi Nantes – ricorda il suo presidente – nasce per aiutare le ragazze e i ragazzi rifugiati e richiedenti asilo a ritrovare un minimo di serenità e di calore umano. Per chi fugge da guerre, violenze e persecuzioni anche un campo di calcio, una corsa, una partita, la possibilità di giocare liberi possono costituire un modo per ricominciare a vivere. Ma Liberi Nantes è, a modo suo, anche un’idea di società e di sport liberi da ogni razzismo e forma di discriminazione. Perché il diritto allo sport, come ogni altro diritto umano, rappresenta un valore universale, che non guarda al colore della pelle, alla religione, alle differenze di genere, alle scelte sessuali e affettive, ma che invece rappresenta il terreno comune su cui poter costruire un mondo più libero e più giusto. Anche questa è una scelta di campo”.
Da qui l’idea-guida che muove il progetto: il “XXV Aprile” riprenderà veramente a vivere quando tornerà a riempirsi di bambine e di bambini che fanno sport e che giocano. “Lo diciamo sin da ora – scandisce Di Girolami – se non riusciremo a dare forma a questo sogno, vorrà dire che avremo fallito. Lo vogliamo con tutte le nostre forze, ma non sarà facile, perché per aprirsi ai più piccoli, bisogna garantire standard di sicurezza e condizioni igienico-sanitarie che attualmente questo campo non possiede. Ci impegniamo sin da ora a lavorare duro per questo obiettivo, ma avremo bisogno dell’aiuto di ognuno di voi, perché il futuro dei bambini è il futuro di tutti”.
Come è evidente a chiunque abbia a cuore una democrazia dalle solide radici culturali, non esiste un “futuro” per le giovanissime generazioni senza un forte richiamo al passato e ai protagonisti della battaglia per la liberazione dal nazifascismo. Così ha preso corpo il nesso tra un campo storico, la Festa che gli conferisce il nome e un quartiere che ha diritto a spazi di socialità . Il tutto trova una sintesi nell’iniziativa di domenica: “Vogliamo che a partire da quest’anno – conclude Di Girolami – il 25 aprile torni ad essere una festa del quartiere, una festa popolare e il “XXV Aprile” diventerà la casa di questa Festa”.
E’ una battaglia di civiltà , contro le libertà negate “in ogni angolo del mondo” e “per ogni libertà ancora da conquistare, con l’impegno e la passione”.
Paolo Repetto
Le foto della festa di Ermelinda Coccia


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