Disperata è disponibile a vendersi il cuore
Storie drammatiche di cronaca dimenticata. Anche questo accade nell’Italia felice di Berlusconi.
Giuseppina Virgili è una imprenditrice di 51 anni che a causa dei debiti non può più lavorare. Per questo motivo ha lanciato la sua inquietante proposta.
La donna è disponibile a vendere i propri organi, compreso il cuore perché non ha più risorse non è in grado di mantenere la figlia ventenne.
L’imprenditrice abita ad Empoli in provincia di Firenze ed era titolare di un’azienda che produceva abbigliamento.
A causa di mancati pagamenti da parte dei suoi clienti è rimasta schiacciata dai problemi finanziari e dai debiti: alcune decine di migliaia di euro che le banche non vogliono anticipare con un prestito alla donna.
Così, qualche giorno fa, ha inviato una mail ai principali ospedali italiani. Tuttavia in Italia la legge vieta espressamente ogni forma di commercio di organi e la donazione di un organo come il cuore in questo caso si trasformerebbe in un omicidio-suicidio.
“Scrivo per mettere a disposizione i miei organi,compreso il cuore perchè non so più come vivere, nè io e nemmeno mia figlia, 20anni, la quale mette in vendita solo i propri reni”, ha fatto sapere Virgili.
Continuava la lettera: “Purtroppo dopo tre anni di calvario,avevamo una piccola ditta, oggi ci troviamo costrette a ciò per vivere anche se sembra un controsenso. Abbiamo già fatto annunci di questo genere su Internet, ma purtroppo ancora non ci ha contattato nessuno e quindi l’idea di rivolgersi agli ospedali. Vendiamo al miglior offerente, così almeno potremmo saldare i nostri debiti e ritrovare un minimo di dignità ”.
Giuseppina Virgili sa bene che si tratta di un gesto che la legge impedisce: “Dicono che non è legale, ma nemmeno far morire di fame le persone che per anni si sono comportate onestamente ed ora vengono abbandonate come sta succedendo a noi lo è, quindi non avendo altro a disposizione, ci hanno portato via tutto non ci resta che questa strada, almeno ridiamo vita a qualcuno e forse anche noi ritroveremo la nostra, se non la mia quella di mia figlia per la quale sono disposta a tutto, anche a farmi vivisezionare da viva”.
Le banche le avevano negato 30 mila euro di credito, indispensabili per continuare a lavorare ed allora, dopo aver bussato inutilmente a decine di porte, dalla fondazione antiusura, alla prefettura, agli enti locali fino alle organizzazioni di categoria l’imprenditrice aveva cominciato uno sciopero della fame e della sete nello spiazzo tra il Duomo di Firenze e la sede della Regione Toscana.
La protesta si era interrotta dopo che una banca aveva accettato di aiutarla, ma alla fine il piano di salvataggio era naufragato.
Ha detto ai giornalisti: “Ho 50 centesimi in tasca e non posso neppure comperare il pane”.
Il direttore del centro nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa ha commentato: “È un sacrosanto divieto riconosciuto in tutto il mondo (vendere organi, ndr) e di fronte ad un caso come questo la persona, a rigor di legge, dovrebbe essere denunciata per un reato che dichiara di volere commettere. Ma il punto è che queste persone devono essere aiutate, sotto ogni profilo, da quello economico a quello psicologico”.
Il governo non aveva dichiarato di aver messo in atto provvedimenti per aiutare i cittadini colpiti dalla crisi? L’imprenditrice fiorentina non se n’è accorta.


MI CHIAMO MARIO HO 31 ANNI E ANCH’IO OGGI SONO DISPERATO PERCHE’ SONO UN IMPRENDITORE IN DIFFICOLTA’ ECONOMICA, QUINDI HO DECISO DI CERCARE QUALCUNO CHE COMPRI QUALSIASI ORGANO IN CAMBIO DI SOLDI.SONO SPOSATO E HO DUE BIMBI 3ANNI E 8MESI.
HO RICEVUTO IL COMMENTO DELLA SIG.RA GIUSEPPINA VIRGILI E SONO CONVINTO CHE SE CI UNISSIMO TUTTI QUELLI CHE REALMENTE VENDEREBBERO I PROPRI ORGANI FORSE QUALCUNO CI ASCOLTERA’.
INFINE DICO CHE CI SONO TANTE RACCOLTE DI SOLDI PER CHI HA BISOGNO MA NEANCHE UNA PER NOI IMPRENDITORI.SE VUOLE SIG.RA VIRGILI CI POSSIAMO METTERE IN CONTATTO PER REALIZZARE QUALCOSA.
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